Cesena, omicidio di Stefania. L'ex ha infierito con cinque coltellate

Cesena, omicidio di Stefania. L'ex ha infierito con cinque coltellate

Cesena, omicidio di Stefania. L'ex ha infierito con cinque coltellate

CESENA - Cinque coltellate, di cui una dritta al cuore. E l'orribile fine di Stefania Garattoni, 21 anni, assassinata mercoledì pomeriggio in viale Mazzoni, nel cuore del centro storico di Cesena. L'omicida è l'ex compagno, Luca Lorenzini, 28 anni, arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia con l'accusa di omicidio premeditato due ore dopo il delitto. Secondo un primo esame la coltellata fatale è stata quella inferta nel petto della ragazza.

 

>LE IMMAGINI DEI RILIEVI DELLA SCIENTIFICA, fotoservizio di Alessandro Mazza

 

Il fatto è avvenuto intorno alle 14.50 nei pressi dell'istituto "Cartesio", specializzato nel conseguimento accelerato dei diplomi, che la vittima frequentava. Tutto si è consumato in pochi minuti davanti agli occhi terrorizzati delle conoscenti della ragazza. Lorenzini si è avvicinato all'ex compagna, cominciando a colpirla. Stefania avrebbe cercato disperatamente di difendersi, strappando dal polso di Lorenzini i bracciali che indossava. Ma inutilmente.

 

La lama del coltellaccio ha infierito per cinque volte. Una all'altezza dell'orecchio destro, uno allo zigomo, uno alla fronte ed una al labbro. Ma quello fatale sarebbe stato al petto. Sarà l'autopsia a stabilirlo. La ventunenne è stata soccorsa dai sanitari del '118', ma ogni tentativo di strapparla alla morte è stato vano. Il cuore si è spento all'ospedale 'Maurizio Bufalini'.

 

Lorenzini nel frattempo si era dileguato in sella ad uno scooter rubato in una concessionaria di via Savio. Ha raggiunto velocemente la sua abitazione, in via Don Luigi Sturzo. Si è cambiato, ha preso una pistola scacciacani, ed è salito in sella ad una mountain bike, pedalando fino alla frazione di Roversano. Qui ha incontrato uno studente universitario, al quale ha confidato l'intenzione di suicidarsi. Poco dopo le 17.30 è stato bloccato dalle Volanti del Commissariato di Polizia.

 

Con gli agenti c'era anche il padre del giovane. A quel punto Lorenzini l'arma contro i poliziotti. Secondi drammatici. Il genitore ha urlato che la pistola era finta. Dopo un breve inseguimento a piedi è stato catturato. Con le manette tra i polsi è stato portato in Commissariato, dove è stato interrogato fino a tarda notte dal pubblico ministero Fabio Di Vizio. Il 28enne è dovuto anche ricorrere alle cure dei sanitari del '118' per una ferita che si era procurato alla mano con il coltello. Nel cuore della nottata la confessione.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di g.luca
    g.luca

    Emanuela, sono mortificato....e il tuo commento mi ha commosso.

  • Avatar anonimo di Emanuela_
    Emanuela_

    Perchè tutta questa violenza contro noi donne ? Perchè ?

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