Cesena: organi mancanti dal bimbo morto, rinvio a giudizio per tre medici

Cesena: organi mancanti dal bimbo morto, rinvio a giudizio per tre medici

Cesena: organi mancanti dal bimbo morto, rinvio a giudizio per tre medici

CESENA - Organi mancanti dal corpicino di un bimbo morto sottoposto ad autopsia. Saranno processati il prossimo 11 novembre davanti al Tribunale Collegiale di Forlì il pediatra Augusto Biasini e gli anatomopatologi Arrigo Biondi e Serenella Cerasoli. Sono accusati di occultamento di cadavere o parti di esso, omessa comunicazione all'autorità giudiziaria, omissioni in atti d'ufficio, falso in atto pubblico e frode processuale. L'Ausl ha deciso di non costituirsi parte civile.

 

La delicata inchiesta, curata dal pm Fabio Di Vizio, è iniziata con l'esposto di due genitori in Procura, il 3 giugno del 2006. Il loro figlioletto, gravemente cerebroleso, era morto il 20 maggio, all'arrivo in Pronto Soccorso. Sul corpo del bimbo era stata fatta una prima autopsia il 23 maggio, in via amministrativa. Vi avevano preso parte due anatomo-patologi e il pediatra che aveva visitato il piccolo in neonatologia, la sera prima del suo decesso. Dopo una dolorosa notte passata a vegliarlo, il bimbo era morto tra le braccia dei genitori.

 

Il pm, dopo la denuncia, aveva disposto che la salma del bimbo fosse disseppellita agli inizi di giugno per un nuovo esame autoptico, questa volta in mano al medico legale Elke Otto. C'era già un iscritto nel registro degli indagati, il pediatra che aveva per ultimo visitato il bambino senza diagnosticare nulla e rimandandolo a casa con la melatonina per calmarlo, nonostante le lamentele della madre.

 

Durante la seconda autopsia, però, gli specialisti si erano subito accorti che qualcosa di strano c'era. All'appello mancavano diversi organi. Quelli che, in parte, avrebbero aiutato a spiegare le cause scatenanti della morte e, soprattutto, a mettere in luce eventuali responsabilità mediche. Laringe, trachea, faringe, tiroide erano semplicemente scomparsi, insieme a diversi metri d'intestino.

 

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Martedì nel corso dell'udienza gli avvocati difensori Marco Martines e Alessandro Monteleone hanno chiesto la possibilità di comparare in un incidente probatorio alcune perizie che sono state eseguite sui vetrini degli esami d'autopsia, ma il gip Rita Chierici ha respinto la richiesta. Saranno i giudici del Tribunale Collegiale di Forlì a stabile se gli imputati sono colpevoli o innocenti. La parte civile è tutelata dall'avvocato Francesca Docci.

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