Cesena, parrucche e finte barbe per l'assalto. Presi i rapinatori della Carisp

Cesena, parrucche e finte barbe per l'assalto. Presi i rapinatori della Carisp

I fotogrammi dell'assalto

FORLI' - Con parrucche, baffi e barbe finte si erano inventati un nuovo volto per rapinare la Cassa dei Risparmi di Cesena a San Vittore. Un colpo, commesso il 14 luglio del 2008, che aveva fruttato circa 110mila euro. Ad inchiodarli ad oltre due anni di distanza sono state le testimonianze di alcuni impiegati, sequestrati al momento del colpo. Ora si trovano nel carcere di Cremona, già però dietro alle sbarre per dovere scontare una condanna per altri episodi.

 

>LE IMMAGINI DELLA RAPINA

 

Si tratta di Rocco Verderosa, 60enne di Foggia; Cosimo Proto, 45 anni di Brindisi; e Filippo Pierfelice, 50 anni di Pescara. Gli uomini della Squadra Mobile di Forlì, diretti dal dirigente Claudio Cagnini, hanno eseguito sabato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Giovanni Trerè su richiesta del pm Marco Forte. La rapina venne commessa intorno alle 15.40, pochi minuti prima dell'orario di chiusura dell'istituto di credito.

 

I tre si presentarono alla Cassa dei Risparmi di Cesena con una banale scusa. Chi per aprire il mutuo, chi per avere informazioni per il conto, chi per parlare con il direttore. In questo modo avevano ‘conquistato' l'intero ufficio. Improvvisamente hanno tirato fuori le pistole. Per circa trenta minuti hanno sequestrato i dipendenti. Il tempo che si aprisse il caveau, la cui temporizzazione era già avviata per il conteggio finale del denaro. All'interno c'erano circa 110mila euro.

 

Una volta ripulito il forziere, i banditi hanno rinchiuso i dipendenti in uno scantinato per guadagnare tempo prezioso per la fuga. Subito sono partite le indagine. E fin da subito gli inquirenti hanno intuito di aver a che fare con dei professionisti, che hanno agito presumibilmente con una serie di accurati sopralluoghi. Fondamentali per le indagini sono state le testimonianze di alcuni dipendenti, che hanno fornito descrizioni ben precise.

 

Gli accertamenti hanno quindi portato a Verderosa, Proto e Pierfelice. Il terzetto, secondo gli investigatori, si frequentava solo in occasione delle rapine. Poi ognuno andava per la propria strada. Le indagini non sono concluse: la Squadra Mobile è al lavoro per verificare se i tre banditi siano responsabili di altre rapine in Romagna.


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