Cesena, piace la versione moderna della Fiera di San Giovanni

Cesena, piace la versione moderna della Fiera di San Giovanni

Cesena, piace la versione moderna della Fiera di San Giovanni

CESENA - Prendete una città romagnola di poco meno di centomila abitanti, con alcune strade in centro ancora medievali ed altre vie riorganizzate con un sapiente arredo urbano ed otterrete Cesena, una città che ha saputo riproporre una antichissima Fiera, quella del Patrono, San Giovanni, ovvero "Cesena in Fiera". Chi ha vissuto le giornate di festa avrà anche notato come privati ed esercizi commerciali hanno proposto diverse ed ottime iniziative.

 

Ma perché questa moderna "versione" piace? «Perché -risponde Domenico Scarpellini, Presidente di Cesena Fiera, che organizza l'evento- abbiamo saputo "dosare" quelle giuste quantità di spettacolo e di buona tavola, di intrattenimento e di offerta commerciale, di un pizzico di magia con alcune proposte culturali. E poi c'è la devozione per il Patrono, che per i cesenati è un punto fermo ed irrinunciabile, cui sommerei la solidarietà, che mai come quest'anno si è evidenziata. Inoltre -aggiunge Scarpellini- c'è l'impegno del commercio fisso, quello di tante Associazioni (artistiche, culturali, di assistenza), delle categorie economiche stesse e dei cittadini. Ai quali abbiamo cercato di "restituire" vie e piazze nel più breve tempo possibile, così come abbiamo diminuito al massimo i tempi per la necessaria logistica che un evento simile comporta (oltre 600 espositori, Osterie e punti ristori, palchi per spettacoli, ecc.). Infine un grazie di cuore per il supporto fornito da tutto il Comune, dal Sindaco Paolo Lucchi all'ultimo assunto, che oltre all'aiuto concreto ha regalato ai visitatori alcune importantissime iniziative, come i Viandanti ad San Zvàn e la Mostra di opere degli antiquari».

 

Chi ha vissuto le giornate di CESENA in FIERA avrà anche notato come privati ed esercizi commerciali hanno proposto diverse ed ottime iniziative, trasformando punti della città in momenti e luoghi del buon vivere. Già, perché CESENA in FIERA puntualizza il Sindaco Lucchi «forse non sarebbe nata se la nostra città non fosse fra quelle dove si vive meglio e quindi una manifestazione di tre giorni, fatta "sotto casa", fra un ingresso e un negozio, non poteva che essere espressione di questa nostra capacità di benessere che riusciamo a trasmettere anche ai non cesenati e agli amici e parenti che invitiamo per l'occasione. Inoltre, quest'anno siamo riusciti ad "aprire" alla Fiera anche i Giardini di corso Garibaldi, che è un ulteriore modo per far vedere come a Cesena il verde e la città stessa diventa palcoscenico per quella forte socializzazione che caratterizza l'appuntamento con il Solstizio e il Patrono».

 

E un certo clima lo si poteva respirare in piazza Guidazzi, con lo stand della solidarietà verso i bambini del Venezuela, oppure in quelli della Croce Rossa e della Croce Bianca in altre piazze. Da sottolineare che a Cesena in Fiera si sono tenuti 50 spettacoli: dalla sfilata di moda e acconciature della CNA alla Danza (al Bonci e in piazza Aguselli), dalla musica rock alle performance comiche, e poi esposizioni di artisti, c'è stata la "Notte dei Poeti" e quella dei Cori, l'osservazione delle stelle e l'esibizione di arti marziali, e domenica è stato presentato il libro del comico Riva.

 

Purtroppo la partecipazione del cantautore Mingardi (doveva presentare il proprio libro domenica) non c'è stata e di questo l'organizzazione se ne scusa con tutti i turisti ed i cittadini.  Va citato Il Grand Prix internazionale di Danza, che ha visto la partecipazione di centinaia di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, che hanno dato vita, al Teatro Bonci, ad una kermesse straordinaria, applaudita da un folto pubblico di appassionati e non.

 

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Una delle caratteristiche della rassegna è che privati, associazioni ed esercenti hanno cercato di portare innovazione e sfizioserie, aggiungendo -come si dice- "del loro", ed anche di questo Cesena Fiera ringrazia.  Questo mix -da cui emergevano profumi e sapori delle variegate offerte culinarie (dai mangiari romagnoli alle carni della Pampa argentina, dal pesce ai piatti toscani, dalle specialità greche alla frutta da passaggio)- ha consentito di fornire una forte occasione di valorizzazione delle bellezze e dei sapori del territorio. Cesena In Fiera ha anche messo in luce i tre tradizionali simboli della fiera di San Giovanni, gli antichi lavanda ed aglio e il più recente fischietto di zucchero.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di MirkoM
    MirkoM

    NO caro Sindaco: non sono molto daccordo con questa sua esamina così brillante e positiva sulla fiera di Sangiovanni. Da anni ormai, questa nostra fiera non ha più una sua precisa e specifica identità di prodotti locali e del territorio. Troppe iniziative concomitanti= disorientamento. Troppe offerte alimentari e poche proposte artigianali= annoiamento. Sempre troppa promisquità e concorrenza "nervosa" con standisti FORESTIERI= potenziale clientela ne di qua ne di la. PS: collegamento con bus gratuiti= un flop, uno spreco. NB: (il troppo stroppia!)

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