Cesena, pieno sostegno dei Verdi a Davide Fabbri

Cesena, pieno sostegno dei Verdi a Davide Fabbri

Cesena, pieno sostegno dei Verdi a Davide Fabbri

CESENA - La Federazione Nazionale dei Verdi esprime pieno sostegno all'ex consigliere comunale dei Verdi di Cesena Davide Fabbri, ora membro dell'Esecutivo dei Verdi dell'Emilia-Romagna, raggiunto da un avviso di garanzia e, come si legge in una nota "incredibilmente rinviato a giudizio per il reato di "diffamazione a mezzo stampa" a seguito di una querela presentata da un importante costruttore edile per una vicenda legata a potenziali speculazioni edilizie".

 

"Fabbri è stato il solo che nelle passate legislature del Consiglio Comunale di Cesena si è distinto nel denunciare i danni arrecati all'ambiente da una cementificazione inarrestabile e ponendo la gestione oculata della 'cosa pubblica' al centro della sua azione politica. Forse proprio per questo è stato 'intimidito' in più occasioni con annunciate querele da parte di chi invece sembra curarsi solo della 'cosa privata' e lascia poi alla collettività le negative implicazioni ambientali e paesaggistiche - ha dichiarato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che ha aggiunto: "La questione trae origine da una interpellanza al Sindaco di Cesena e relativo comunicato stampa del giugno del 2006, in cui il consigliere Fabbri denunciava l'accoglimento di una osservazione in Variante al PRG, autorizzata dall'Amministrazione Comunale di Cesena, temendo che questa 'potesse dare adito ad una speculazione edilizia in un'area verde di rispetto ambientale e paesistico, oltre che a rischio esondazione di un fiume'. Questa vicenda si ricollega naturalmente alla questione della cementificazione del territorio e del consumo del suolo, sollevata con rigore e serietà a Cesena purtroppo solo dai Verdi".


"A Cesena, in tutta la Romagna, nel nostro Paese, si è già costruito tanto e talvolta anche male, precludendo a migliaia di ettari di territorio di svolgere le loro importanti funzioni idrogeologiche, termoregolatrici ed estetiche, e sfruttandoli come mera fonte di guadagno per i costruttori e per le casse dei Comuni, eppure senza avere nemmeno soddisfatto l'importante esigenza di edilizia popolare delle nostre comunità - ha concluso Bonelli.  Rileviamo, infine, il tentativo di cercare di reprimere il diritto di libera espressione, di critica politica e di dissenso dei cittadini e dei gruppi che li rappresentano, attraverso lo strumento, ormai inflazionato ed abusato della 'querela', che troverebbe un suo senso più compiuto se utilizzato per difendere i diritti dei cittadini e dell'ambiente, piuttosto che palesarsi come strumento di intimidazione".

 

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