Cesena, Pirini (DestinAzione): "Laboratorio di Pievesestina? No, grazie"

Cesena, Pirini (DestinAzione): "Laboratorio di Pievesestina? No, grazie"

CESENA - Il consigliere regionale PD Mazzotti pochi giorni fa ha avuto parole di approvazione per Area Vasta Sanità, difendendo strenuamente il laboratorio di Pievesestina che, si afferma, con la sua istituzione avrebbe addirittura portato ad un risparmio economico. Questa dichiarazione ha dell'incredibile.
 
Partiamo nella disamina del problema ovviamente dall'affitto della struttura che, sovrastimato rispetto al valore assegnatogli dagli uffici tecnici dell'Ausl, potrebbe aver in ultima analisi al massimo favorito il Comune di Cesena, come si legge negli articoli in merito alla vicenda, ma penalizzato le finanze delle aziende ospedaliere facenti parte di Area Vasta e quindi dei cittadini, senza tener conto che con l'acquisto dello stesso immobile si sarebbero potuti risparmiare circa 20 milioni di euro, ma arriviamo anche ad una considerazione pratica che riguarda la gestione vera e propria.
 
Dal punto di vista della gestione economica, al contrario di quanto qualcuno afferma con molto coraggio, la decisione di mettere in attività una struttura come quella di Pievesestina è alquanto deprecabile e porta immediatamente ad un aumento esponenziale delle spese.
A chiunque salta immediatamente agli occhi che è ovvio che gli ospedali non possano chiudere i propri laboratori interni, perchè devono essere funzionanti per garantire le urgenze.

Nutriamo la speranza, infatti, che, in caso ci fosse la necessità di un emocromo all'una di notte di sabato, non debba partire un autista con il furgone per portare il campione a Pievesestina.
 
Chi conosce anche solo minimamente come funziona un macchinario di laboratorio sa benissimo che ha bisogno di manutenzione continua, di calibrazioni costanti e di personale in grado di farlo funzionare e quindi con la costruzione del laboratorio centralizzato ci siamo garantiti almeno un sostanziale raddoppio dei costi.
A questo vogliamo aggiungere che il trasporto danneggia sicuramente i campioni e che andrebbero accentrati in un unico punto solo quegli esami che richiedono una metodica particolare che è sostenibile solo con i grandi numeri.
 
A chi giova una struttura del genere di quelle dimensioni? Non certo ai cittadini, che perdono in qualità del servizio e vedono aumentare il debito dell'azienda sanitaria locale, che in ultima analisi ricade, come al solito, sulle loro teste, anzi, sulle loro tasche.

 

Speriamo poi che il Sindaco Balzani, giustamente contrariato dai comportamenti tenuti in Regione sulla vicenda delle dimissioni della Petropulacos, conceda attenzione a quanti pongono dubbi su questi modi di gestire la Sanità che portano alla creazione di centri di potere e all'allontanamento dei servizi dal territorio e dal cittadino, causando ferite difficilmente rimarginabili all'economia della nostra città.

Raffaella Pirini

Consigliere Comunale

Lista Civica DestinAzione Forlì

 

 

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