Cesena, pugno ad un carabiniere: Seba Rossi patteggia una pena di 14mila euro

Cesena, pugno ad un carabiniere: Seba Rossi patteggia una pena di 14mila euro

Cesena, pugno ad un carabiniere: Seba Rossi patteggia una pena di 14mila euro

CESENA - Cinquantasei giorni di reclusione convertiti in pena pecuniaria per un totale di circa quattordicimila euro. E' questa la sentenza che ha visto dietro il banco degli imputati Sebastiano Rossi con l'accusa di oltraggio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. L'ex portiere del Milan ha scelto la via del patteggiamento, ammettendo così le sue responsabilità in merito alla "scazzottata" con un maresciallo dei carabinieri fuori servizio risalente alla notte dell'otto maggio.

 

>LE IMMAGINI DELLA RISSA

 

Secondo i testimoni Sebastiano Rossi, era entrato in un locale del centro di Cesena fumando un sigaro. Era reduce da una serata tra amici per festeggiare lo scudetto del Milan. Ha iniziato a dare in escandescenza dopo che la barista gli aveva chiesto cortesemente di recarsi fuori dal locale per fumare e che il suo caffè corretto glielo avrebbe servito ugualmente ma non all'interno.

 

Quando i toni sono diventati particolarmente accesi è intervenuto un carabiniere fuori servizio che si trovava nel locale e che ha visto tutta la scena. Dopo essersi qualificato Rossi ha iniziato a provocarlo finché stanco di subire, il militare a reagito contenendolo. Solo l'intervento di una radiomobile dei Carabinieri ha riportato la situazione alla normalità conducendo Rossi in caserma.

 

Dopodiché i passi successivi li hanno fatti gli avvocati fino alla sentenza di lunedì pronunciata dal giudice Massimo de Paoli.  Già alla prima udienza di maggio "Seba" ha dato segni di riconciliazione chiedendo scusa a tutti: dal carabiniere, alla barista e dicendo, in tono ironico, che farebbe volentieri un incontro di box con il militare ma su un ring con le protezioni.

 

Quindi da lunedì c'è un processo in meno sul capo dell'ex calciatore, che dovrà tornare comunque in aula per rispondere dell'accusa di sequestro di persona nei confronti di una sua barista. Il caso risale a diversi anni fa quando era socio del Bar Roma di Cesena.

 

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Alessandro Mazza

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