Cesena, Quartieri. Lega Nord: "Almeno quattro pregiudiziali impediscono il voto"

Cesena, Quartieri. Lega Nord: "Almeno quattro pregiudiziali impediscono il voto"

CESENA - Giovedì mattina i Consiglieri comunali della Lega Nord Antonella Celletti e Diego Franchini, insieme al segretario provinciale del Partito Jacopo Morrone, hanno tenuto una conferenza stampa, durante la quale hanno illustrato le motivazioni della non partecipazione al voto della Lega Nord sul Regolamento dei nuovi Quartieri di Cesena.

 

"Ci sono almeno quattro gravi pregiudiziali di carattere politico-istituzionale ed altre ragioni di merito, oltre che politiche, a sostegno della nostra posizione. In primo luogo, l'inopportunità di far coincidere le elezioni regionali con quelle per i nuovi Quartieri - spiegano -,come preteso dalla Giunta comunale. La decisione si basa su una interpretazione della legge (l'art.8 del TUEL) che potrebbe comunque essere interpretato correttamente anche in modo contrario e che contrasta con il dettato del regolamento comunale sui Referendum".

 

Per gli esponenti del Carroccio, è "evidente che le elezioni coincidenti creeranno molta confusione negli elettori e non ci sarà alcun risparmio nel tenerle contestualmente, visto che, in ogni modo, i seggi dovranno essere separati e si dovranno mettere in campo cospicue risorse per una corretta ed esaustiva informazione anche multilingue".

 

La seconda pregiudiziale riguarda il voto concesso agli extracomunitari (i comunitari naturalmente possono già votare), anche con la clausola della residenza di tre anni. "Porteremo in Consiglio comunale le ragioni dell'illegittimità di questo articolo (n.5) del Regolamento - promettono i consiglieri ‘padani' -, che confligge apertamente con la Carta costituzionale. Non si può, come fa la sinistra, brandire un giorno la Costituzione come una clava, per poi disattenderla quando fa comodo. Noi pensiamo che la concessione del voto sia la meta finale di un percorso di integrazione, che prevede la condivisione di una persona straniera di far parte permanente e compiutamente di una comunità nazionale, con leggi, cultura e tradizioni ben radicate".

 

"La concessione del voto non può essere un regalo, né una scorciatoia per soggiornare nel paese - aggiungono -, né può aiutare l'integrazione come la sinistra afferma, avvilendo e sminuendo il concetto di cittadinanza. La terza e la quarta pregiudiziale riguardano la carenza di indicazioni sulle modalità di voto e sui controlli per la regolarità delle procedure elettorali contenute nel Regolamento, e la sovrapposizione, di fatto, tra i vecchi Quartieri, organismi istituzionali, e quelli nuovi che dovrebbero essere, al contrario, puri Organismi di partecipazione, aperti a tutti e quindi, a nostro avviso, non bisognosi di complesse, costose e nebulose procedure elettorali".

 

"E' bene ricordare che la necessità di mutare la natura dei Quartieri è stata determinata dalla Finanziaria Prodi del 2008 - proseguono gli esponenti del Carroccio -, con l'obiettivo di tagliare i costi politico-amministrativi locali. In realtà, con questi nuovi Quartieri la sostanza non cambierà, passerà solo formalmente di mano la gestione delle risorse, che saranno distribuite, come di solito, a pioggia, secondo la volontà dei Presidenti del Quartiere che, non è difficile immaginarlo, apparteranno tutti alla maggioranza. Mentre le istanze vere dei cittadini residenti, se non collimanti con la volontà dell'Amministrazione comunale, rimarranno come prima lettera morta".

 

"Riteniamo quindi che queste prassi e questo regolamento non diano sufficienti garanzie di trasparenza e democraticità - aggiungono Celletti, Franchini e Morrone - e consideriamo politicamente molto grave che nessuna voce si sia levata, tranne quella della Lega Nord, per sollevare problemi e distinguo sul modo di procedere della maggioranza in Consiglio comunale".

 

"Non è infatti questa una questione di lana caprina, che non incide sulla gente - fanno notare -. Rappresenta, al contrario, un punto dirimente, di come le forze politiche considerano ed intendono seguire regole trasparenti e condivise per le prassi istituzionali ed amministrative. Quello che comunque più ci stupisce è il ruolo assunto in questa vicenda-farsa da altre forze di opposizioneche, nella scorsa legislatura, di fronte ad un Regolamento praticamente uguale nei suoi nodi più problematici, aveva votato  no ‘senza se e senza ma'".

 

"Oggi vediamo un PDL che non solo ha sconfessato la posizione tenuta in passato, ma sta addirittura sconfessando la linea nazionale e regionale del partito sul voto agli immigrati e sul contenimento dei costi nelle P.A. - concludono gli esponenti della Lega -. Con i loro emendamenti minimali, tutti approvati dal PD proprio perché non cambiavano la sostanza delle cose, hanno di fatto dato una mano ad una sinistra in affanno, senza arrivare ad alcun risultato concreto, se non il classico piatto di lenticchie".

 

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    L'unica cosa che questa vicenda mette a nudo è la necessità di PD e PDL di legittimarsi e sorreggersi a vicenda, bisognosi l'uno dell'altro.

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    @Jack1 se ti riferivi al sottoscritto, mi spiace ma hai sbagliato indirizzo...

  • Avatar anonimo di Jack1
    Jack1

    Se fossero L'ARROGANZA e la SUPPONENZA come pregiudiziali ad impedire il voto gli elettori del PD sarebbero ancora meno.

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    l'unica pregiudiziale che dovrebbe impedire il voto è l'IGNORANZA. e con questa pregiudiziale ben pochi elettori della lega sarebbero ammessi al voto.

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