Cesena, ricercatore cesenate nel team che studia i cervelli dei razzisti

Cesena, ricercatore cesenate nel team che studia i cervelli dei razzisti

Cesena, ricercatore cesenate nel team che studia i cervelli dei razzisti

CESENA - I razzisti hanno minor capacità di identificarsi spontaneamente nella sofferenza altrui, con la conseguenza che certi gruppi etnici vengono considerati come meno degni di "compassione": sono in soldoni le conclusioni di una ricerca realizzata da un gruppo di neuroscienziati italiani, ed in particolare di un ricercatore cesenate, Alessio Avenanti, di 34 anni. La ricerca tratta dei "riflessi neurologici del pregiudizio".

 

In sostanza, secondo la ricerca, il cervello del razzista funzionerebbe in modo diverso in particolare per la capacità di "immedesimazione" nella sofferenza altrui, in particolare di certi gruppi etnici. La prova sarebbe venuta da una stimolazione magnetica transcranica, questo il nome della procedura utilizzata per sostenere la conclusione (realizzata con aghi conficcati nel dorso della mano), che dimostrerebbe appunto la diversa reazione.

 

La scarsa empatia, secondo il ricercatore dell'Università di Bologna, produrrebbe quindi l'ostilità nei confronti del "diverso" ed anche la "paura" che è alla base del razzismo. L'esperimento è stato realizzato mostrando scene di dolore relative al proprio gruppo razziale e poi ad un gruppo razziale diverso, registrando le differenze. Lo studio sarà presto pubblicato sulla rivista medica 'Current biology'

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Davide3
    Davide3

    @passatore: sei il re del qualunquismo: cosa centrano i "dirigenti scolastici" con i ricercatori? Nulla!

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    il "cervello" del passatore sarebbe un bel caso di studio per questo ricercatore... che pena passatore, che pena...

  • Avatar anonimo di passatore
    passatore

    ...Ecco un'altro bell'esempio di come si buttano via i soldi destinati all'istruzione...bisognerebbe "studiare" anche il cervello dei dirigenti scolastici che poi vanno in piazza a lamentarsi che mancano i soldi per la scuola. Braccia rubate all'agricoltura!

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