Cesena: Sacro Cuore, otto indagati

Cesena: Sacro Cuore, otto indagati

Il pm Alessandro Mancini

CESENA - Sono otto le persone iscritte nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Forlì, coordinata dal pm Alessandro Mancini, sul Sacro Cuore. Si tratta della rappresentanza legale dell'Istituto, i tecnici strutturale ed architettonici, i legali rappresentati dell'azienda che hanno costruito la scuola finita nel mirino del magistrato e di quella appaltatrice della struttura, i legali rappresentati di vari enti titolari dell'edificio.

 

Nei giorni scorsi il Comune di Cesena ha disposto un'ordinanza di chiusura per i piani superiori dell'edificio di via Don Minzoni. Questo significa che da lunedì dovrà essere sospesa l'attività didattica al primo e al secondo piano.  Si considera questo provvedimento come un atto dovuto, a tutela della sicurezza di studenti e insegnanti, dopo il sequestro della scala anticendio posta nel cortile della scuola, effettuato sabato su disposizione della Magistratura. La presenza della scala, infatti, è richiesta dalle norme relative alla sicurezza antincendio; il sequestro ne rende impossibile l'utilizzo e  in queste condizioni non sono più garantite idonee vie di fuga, in caso di incendio, per le persone presenti ai piani superiori.

 

Arrivati a questo punto, l'Amministrazione Comunale non ha potuto fare altrimenti, pur comprendendo che l'obbligo di chiusura determinerà disagi agli allievi, alle famiglie e ai docenti della scuola. La sospensione dell'attività scolastica, infatti, è prevista fino al momento in cui l'autorità giudiziaria non disporrà il dissequestro della scala o ne autorizzerà l'utilizzo.

 

Proprio per evitare questi problemi e salvaguardare la prosecuzione di un servizio essenziale come quello scolastico, nei giorni scorsi l'Amministrazione aveva ritenuto di non arrivare all'atto estremo del sequestro, di cui la chiusura, seppur parziale, della scuola è l'inevitabile conseguenza. Si era scelto, invece, di disporre il solo annullamento del permesso di costruire, dopo aver verificato preventivamente che la scala - costruita nell'estate scorsa - era in possesso di tutte le condizioni di sicurezza (antincendio, igienico sanitaria, strutturale), secondo quanto attestato dai pareri e dai sopralluoghi eseguiti da Vigili del Fuoco e Ausl e dal collaudo statico.

 

Il problema della scala è sorto in seguito a un'ispezione della Polizia Municipale compiuta il 16 novembre 2009. In quel frangente è risultato che la scala anticendio è stata installata prima del rilascio del permesso di costruire, datato 16 settembre. In seguito di questa segnalazione, il 17 novembre è stato avviato il procedimento di annullamento di tale permesso, perché risultava rilasciato in base a presupposto non veritiero.

 

Contemporaneamente, però, sono state compiute tutte le verifiche con gli organi competenti (Vigili del Fuoco, Ausl) per  accertare l'effettiva corrispondenza fra quanto realizzato e i pareri preliminari espressi in occasione dell'esame del progetto. Tale indagine ha dato esito positivo, confermando che il problema era determinato fondamentalmente da un vizio formale.

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