Cesena, salute. Dializzati in calo grazie alla prevenzione

Cesena, salute. Dializzati in calo grazie alla prevenzione

Cesena, salute. Dializzati in calo grazie alla prevenzione

CESENA - Sono oltre un terzo in meno i cesenati che in questi ultimi dieci anni hanno dovuto fare i conti con la dialisi. E' quanto emerge dai dati elaborati dalla Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale Bufalini di Cesena in collaborazione con il Servizio di Epidemiologia e Comunicazione del Dipartimento di Sanità Pubblica e presentati di recente all'Istituto di ricerca nazionale Mario Negri di Bergamo. Dati davvero incoraggianti.

 

Dati che evidenziano come la strategia di prevenzione adottata per la prima volta in Regione, oltre 15 anni fa, dall'Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell'Ospedale Bufalini abbia portato negli anni ad un progressivo calo di pazienti del territorio cesenate che ogni anno devono entrare in dialisi, con una media di 80 pazienti in meno che dal 1998 ad oggi a posticipare l'ingresso in dialisi

 

"L'insufficienza renale progressiva - spiega il dottor Carlo Feletti. Direttore dell'Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell'Ospedale Bufalini di Cesena - è una malattia che se non viene diagnosticata e curata precocemente, tende a progredire fino a provocare l'esaurimento totale della funzionalità dei reni e la conseguente necessità di ricorrere alla dialisi o al trapianto".

Le politiche preventive, adottate in stretta collaborazione con i medici di base del territorio attraverso l'invio precoce dei pazienti al nefrologo con controlli periodici e percorsi privilegiati riservati ai pazienti con insufficienza renale, hanno portato in molti casi ad identificare precocemente l'insufficienza renale cronica, in modo da intervenire tempestivamente, rallentarne l'evoluzione e quindi posticipare l'inizio della dialisi.

 

Analizzando i dati riferiti al periodo 1998-2009  - continua il dott. Feletti  - abbiamo osservato come il numero di pazienti che ha iniziato il trattamento dialitico a Cesena è stato, ogni anno, sempre inferiore a quello atteso sulla base dei dati del Registro Regionale, con una media di circa sette pazienti che ogni anno si sono risparmiati la dialisi negli ultimi 12 anni. Nel 2009, ad esempio, secondo il Registro Regionale, i casi attesi erano 29, ma all'ospedale Bufalini ne sono entrati solo 17".

 

La stessa strategia è stata poi adottata nel 2005 dallo stesso Assessorato Regionale alla Sanità con l'avvio di un Programma Regionale di Prevenzione dell'Insufficienza Renale Progressiva (PIRP) che coinvolge proprio i medici di base e le equipe nefrologiche della Regione con l'apertura di ambulatori dedicati in tutte le strutture sanitarie del territorio.

 

 "Si tratta di un traguardo importante - commenta il dott. Feletti - che per il paziente significa una vita libera dalla dialisi per alcuni anni e per l'Azienda un risparmio economico di risorse dedicate alla dialisi ammontante complessivamente nei dodici anni di osservazione a oltre 4.000.000 euro. Per ogni persona che ritarda anche di un solo anno l'ingresso in dialisi, infatti, vi è un risparmio di circa 50mila euro (dato Regione Emilia Romagna, progetto PIRP). Ricordiamo che dialisi e trapianto sono le soluzioni che la medicina moderna offre ai pazienti che per malattie renali primitive (nefriti, malattie congenite, ecc.) o secondarie a malattie sistemiche (diabete, ipertensione arteriosa, malattie autoimmuni ecc.), presentano una insufficienza renale cronica evoluta allo stadio terminale. Dialisi e trapianto sono sì due formidabili mezzi che la Nefrologia ha messo a disposizione per la sopravvivenza e riabilitazione dei malati di reni ma in un certo  senso ne segnano il fallimento dal momento che non è riuscita a prevenire o curare adeguatamente le malatte renali. A Cesena e comprensorio sono 115 le persone che sopravvivono grazie all'emodialisi con rene artificiale e alla dialisi peritoneale, 72 quelli che vivono senza dialisi grazie al trapianto renale. Altrettante sono le famiglie che condividono con gli ammalati i disagi e le preoccupazioni di una vita macchina-dipendente o l'ansia di un rigetto sempre incombente".

 

Cosa è l'insufficienza renale progressiva

Si parla di insufficienza renale quando i reni non svolgono completamente la loro funzione depurativa e nel sangue si accumulano sostanze di scarto: urea, creatina, potassio, acidi. "L'insufficienza renale progressiva - spiega il dottor Carlo Feletti - che interessa circa il 6% della popolazione, è una patologia in continuo aumento poiché sono in aumento alcune malattie come il diabete e l'ipertensione che predispongono allo sviluppo e/o aggravano il decorso della malattia. Molte malattie renali, se diagnosticate precocemente e curate adeguatamente, possono guarire o stabilizzarsi. In altre situazioni, invece non si riesce a fermare la malattia e questa procede sino a compromettere definitivamente la funzione renale. Raggiunta questa fase, le malattie renali hanno tutte la tendenza ad evolvere ulteriormente (insufficienza renale progressiva), riducendo sempre più la capacità depurativa dei reni. Oggi almeno sembra possibile rallentare l'evoluzione dell'insufficienza renale cronica dimostrando che la prevenzione fa bene sia al paziente (procrastina la dialisi) che alle casse dello stato".

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