Cesena, salute: il controllo dell'udito comincia dalla nascita

Cesena, salute: il controllo dell'udito comincia dalla nascita

Cesena, salute: il controllo dell'udito comincia dalla nascita

A Cesena il controllo delle condizioni dell'udito comincia dalla nascita. All'ospedale ‘Bufalini' lo screening uditivo neonatale, peraltro reinserito dal Ministero della Salute nei livelli essenziali di assistenza, viene eseguito già dal 2004, arrivando a sottoporre al test oltre 10 mila bambini nati al Bufalini, provenienti anche da altre Ausl. L'Azienda Usl di Cesena, infatti, è stata la prima azienda sanitaria della Romagna ad aver introdotto lo screening della sordità congenita.

 

Un'attività  integrata tra ospedale e territorio: sono infatti coinvolti in prima linea professionisti ed operatori del Servizio Materno Infantile e del settore Audiologico del reparto di Otorinolaringoiatria del Bufalini.

 

In questi quattro anni di attività i risultati mettono in evidenza una straordinaria copertura del territorio (pari quasi al 99%) soprattutto se si considera che vengono sottoposti allo screening tutti i bambini residenti nel comprensorio cesenate, indipendentemente dal loro luogo di nascita (195 soggetti sono nati fuori dal Bufalini e "reclutati" tramite contatto diretto dal personale tecnico audiometrista).

 

La metodologia adottata è quella basata sul test delle otoemissioni acustiche, che viene eseguito in Ostetricia collocando una piccola sonda nella parte esterna del condotto uditivo del neonato. La sonda è collegata ad un apparecchio portatile che emette dei suoni di bassa intensità che vengono recepiti dalla parte interna dell'orecchio, la coclea. Una coclea che funziona normalmente risponde a questi stimoli sonori con un'eco, che il sondino e il computer possono rilevare.

 

Il test quindi discrimina i casi nella norma da quelli invece sospetti e meritevoli di successivi accertamenti volti alla conferma della problematica uditiva, che vengono poi effettuati presso il reparto di Otorinolaringoiatria entro i primi 3 mesi di vita del bambino.

 

"In effetti- spiega il dottor Marco Limarzi, audiologo e responsabile del Servizio di Audio-Vestibologia del reparto di Otorinolaringoiatria del Bufalini- lo screening ci ha consentito di individuare i bambini affetti da sordità grave-profonda e di avviare precocemente l'iter diagnostico-terapeutico e riabilitativo. L'attuale sviluppo tecnologico ha infatti realizzato strumenti (come l'impianto cocleare) che hanno rivoluzionato il trattamento di questa patologia; condizione fondamentale però, per il miglior utilizzo di tali strumenti, è la precocità della diagnosi. Quanto prima si interviene, migliori saranno i risultati della riabilitazione uditiva, e quindi migliore sarà lo sviluppo del linguaggio. Se l'ipoacusia viene invece diagnosticata tardivamente, si consolideranno le problematiche legate al mancato uso della parola".

 

"Dal 2004 ad oggi- continua Limarzi- sono stati sottoposti al test oltre 10.000 neonati; ciò ha portato alla individuazione di un certo numero di casi di sordità grave-profonda in misura coincidente con i dati della letteratura scientifica (1 caso ogni 1000 nati), oltre ad un certo numero di casi di sordità monolaterale. Tutti i piccoli pazienti hanno potuto così giovarsi di un approccio terapeutico precoce, premessa per il miglior recupero funzionale possibile: da questo punto di vista lo screening audiologico universale è sicuramente l'elemento indispensabile per la rapida identificazione dei pazienti affetti da sordità congenita".

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