CESENA - Salute: malattie cardiovascolari, 11% dei cesenati ha effettuato valutazione del rischio

CESENA - Salute: malattie cardiovascolari, 11% dei cesenati ha effettuato valutazione del rischio

CESENA - L’11% dei cesenati sopra i 40 anni ha effettuato il calcolo del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari attraverso la compilazione della cosiddetta “Carta del rischio cardiovascolare”, uno strumento semplice e obiettivo che il medico di medicina generale e lo specialista utilizzano per stimare la probabilità che il proprio paziente ha di andare incontro ad un infarto del miocardio o ictus, nei 10 anni successivi.

La percentuale di chi si è sottoposto alla valutazione è maggiore sopra i 60 anni e negli uomini, mentre non emergono tra i due sessi differenze per livello d’istruzione. Il dato (l’11%) è il più alto della Regione Emilia-Romagna dove questa percentuale è del 4% (con un range variabile dall’11% di Cesena al 2% di Piacenza). A livello nazionale, invece, la percentuale di persone a cui è stato calcolato il punteggio del rischio cardiovascolare è pari al 9%.

E’ quanto emerge dallo Studio Passi, l’indagine statistica stilata dal Servizio di Epidemiologia del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Cesena che ha come obiettivo quello di monitorare i principali aspetti della salute della popolazione di età compresa fra i 18 e i 69 anni.


In Italia le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità (44% di tutte le morti). Considerando gli anni potenziali di vita persi (gli anni che ogni persona avrebbe potuto vivere in più secondo l’attuale speranza di vita media) le malattie cardiovascolari tolgono ogni anno circa 300.000 anni di vita alle persone di età inferiore a 65 anni.

“Quando si parla di rischio - precisa il Dott. Pierluigi Pieri, direttore del reparto di medicina cardiovascolare dell’Ausl di Cesena - bisogna specificare che si tratta della possibilità, ma non di una certezza, che una persona ha di sviluppare una certa malattia nei 10 anni successivi. Nelle malattie cardiovascolari – aggiunge i Dott. Pieri - c’e una causalità multipla. Sono noti diversi fattori che predispongono l’organismo ad ammalarsi per malattie cardiovascolari (i cosiddetti Fattori di rischio cardiovascolare): abitudine al fumo di sigaretta, diabete, ipertensione arteriosa, valori elevati della colesterolemia, obesità, sedentarietà, oltre alla familiarità alla malattia, età e sesso. L’entità del rischio individuale di sviluppare la malattia dipende dalla combinazione dei fattori di rischio o meglio dalla combinazione dei loro livelli”.

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Combinando l’età, il sesso, la pressione arteriosa sistolica, i valori di colesterolo totale e la presenza o assenza di diabete e fumo è infatti possibile stabilire per ogni persona la probabilità di avere un evento cardiovascolare (infarto, morte per cause cardiovascolari, ictus) nei successivi 10 anni e di conseguenza mettere in atto le appropriate misure di prevenzione. Seguire una dieta povera di grassi animale, ricca di pesce e verdure,varia ed equilibrata, abolire il fumo, praticare attività fisica regolare (almeno un’ora al giorno per 4 giorni la settimana), tenere sotto controllo il proprio livello di colesterolo (più basso è e meglio è), la pressione arteriosa ( che deve essere inferiore o uguale a 130/80 per tutte le età) ed il proprio peso, ma soprattutto prestare attenzione all’effetto combinato dei diversi fattori di rischio sono la ricetta. In questo senso, la Carta del rischio cardiovascolare è un valido aiuto perché conoscendo il valore dei sei fattori di rischio, il medico può calcolare la probabilità che il proprio paziente ha di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus).



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