Cesena, salute: nuove linee guida per lo svezzamento

Cesena, salute: nuove linee guida per lo svezzamento

CESENA - Si impara da piccoli a mangiare bene. Parte in questi giorni nel cesenate il progetto "Per uno svezzamento secondo natura, promosso dalla Pediatria di Comunità dell'Azienda Usl di Cesena, in collaborazione con i Pediatri di famiglia e il Settore Educativo per i nidi d'infanzia dei comuni di Cesena, Longiano, Gambettola e Unione dei Comuni del Rubicone, per diffondere un sano stile alimentare nei bambini fin dalle prime esperienze con il cibo solido.

 

"Le più recenti raccomandazioni scientifiche - afferma il dottor Maurizio Iaia, pediatra referente Servizio Dietetico dell'Unità Operativa Pediatria di Comunità dell'Azienda Usl di Cesena - indicano l'età di circa 6 mesi come la più appropriata per l'introduzione di alimenti solidi a completamento del latte materno o formulato al fine di soddisfare le nuove esigenze nutrizionali del lattante. Proporre uno svezzamento secondo natura significa riconoscere e sostenere le capacità emergenti nel bambino per favorire lo sviluppo della sua autonomia nel rapporto con il cibo e indirizzarlo verso la scelta di alimenti salutari".

 

Il progetto fa leva sulla collaborazione attiva tra tutti gli adulti che a vario livello rivestono responsabilità educative nei confronti dei bambini, coinvolgendo gli insegnanti dei nidi d'infanzia e i genitori, che anche a tavola rappresentano il più influente modello di riferimento. A questi ultimi sono rivolte alcune indicazioni pratiche per aiutare il proprio figlio ad apprezzare pienamente i diversi sapori e a vivere l'esperienza del pasto come un importante momento anche dal punto di vista affettivo.

 

"Piuttosto che pappe a base di omogeneizzati e liofilizzati - spiega il dottor Iaia - è bene che i genitori propongano ai bimbi fin dall'inizio alimenti salutari che si consumano in famiglia offerti in piccoli pezzi.

 

Il modo migliore per insegnare al bambino  a mangiare tali alimenti (verdure, frutta, legumi, pesce...) è quello di dimostrargli con l'esempio personale che anche i genitori li consumano. Mangiando insieme a tavola, il piccolo imiterà i genitori e condividerà con piacere questo momento. E' importante non esercitare pressioni nel caso in cui il bambino rifiuti questo o quel cibo, ma tornare a presentarlo più avanti usando tatto, pazienza e comprensione in quanto tale pratica favorisce l'accettazione di alimenti prima rifiutati come ad esempio le verdure dal sapore un po' amaro.

 

Non bisogna poi aspettare per proporre i cosiddetti "alimenti allergizzanti" come i derivati del latte, l'uovo o il pesce, perché contrariamente alla credenza diffusa la loro introduzione tardiva può favorire allergie .

 

Tutti i bambini, a partire dal compimento dei 6 mesi, possono consumare al nido i nuovi menù dopo un periodo iniziale di almeno due settimane a casa dove avranno condiviso una prima esperienza, intima e privilegiata, di mangiare insieme ai genitori. I menù che incontrano nei nidi sono stati elaborati considerando la consistenza e le dimensioni dei pezzi di cibo, la qualità delle materie prime, l'igienicità, la varietà in rapporto alla stagionalità, i nutrienti e la grammatura.

 

Il momento del pasto al nido è organizzato in modo tale da favorire  nei bambini la progressiva acquisizione di consapevolezza ed  autonomia e  sostenere la capacità di autoregolazione nei confronti del cibo.

 

A tal fine, il pranzo avviene in piccoli gruppi o con un approccio individualizzato, con la presenza di un'educatrice in ogni tavolo  che utilizza strategie atte a favorire tali obiettivi in un clima sereno  e conviviale, facendo attenzione anche agli aspetti sonori dell'ambiente e incoraggiando l'iniziativa consapevole dei singoli bambini mirata a favorire la partecipazione di ciascuno.

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