Cesena, sanità pubblica. Il Pdci: "La deriva è la privatizzazione?"

Cesena, sanità pubblica. Il Pdci: "La deriva è la privatizzazione?"

CESENA - L'accentramento dei Servizi di Laboratorio Analisi Romagnoli nel Laboratorio Unico di Pievesestina è un progetto fallimentare sia per i costi sia per la qualità. Gli sforzi pre-elettorali degli Amministratori e dei dirigenti compiacenti, targati PD, profusi in conferenze stampa e seminari pubblici, allo scopo di propagandare il contrario esibendo risparmi eclatanti e vantaggi qualitativi, non sono affatto convincenti. L'attività mediatica è più importante dei problemi sostanziali!


Una reale analisi dei costi, al di là del balletto dei numeri presentati, sarebbe possibile solo confrontando un corretto bilancio 2008 dei Laboratori Analisi delle 4 AUSL con il bilancio 2009.

Sulla stampa sono già comparse cifre di costi ipotizzati per il 2009 di gran lunga superiori al 2008, prontamente smentite dall'assessore regionale Bissoni. Ma i dati reali non saranno resi noti prima delle elezioni regionali ed anche se lo fossero non saremmo affatto sicuri delle cifre presentate, sospettosi di voci di spesa omesse o di risparmi non attinenti come il taglio del personale dirigente, forse illegittimo, dai turni notturni dei Laboratori Urgenze degli Ospedali romagnoli. Il caso dei bilanci dell'AUSL di Forlì, truccati da anni per prassi consolidata, è emblematico ed istruttivo.


E la qualità delle analisi? Può solo peggiorare, se non altro per il ritardo di esecuzione rispetto al prelievo, causa di deterioramento e modificazioni dei campioni biologici, e per il ritardo dei risultati d'analisi. Siamo sicuri che risultati inaffidabili non abbiano già comportato una ripetizione ed un proliferazione delle richieste? Siamo sicuri che falsi risultati patologici non abbiano già comportato costosi percorsi di approfondimento specialistici? Siamo sicuri che il ritardo dei referti non abbia già comportato un aumento dei giorni di degenza ospedaliera?


Se nessuna segnalazione ufficiale è mai giunta all'URP (Ufficio Relazioni col Pubblico), sia da cittadini sia da medici, il motivo è molto semplice: pochissimi cittadini sanno cosa sia l'URP ed i medici temono rappresaglie in un sistema piramidale autoritario.


Inoltre le tecnologie tanto magnificate non sono affatto né migliori né miracolose, sono solo più complesse e quindi più soggette ad usura ed  errori sistematici. Non per nulla il progresso tecnologico è indirizzato verso piccoli e semplici strumenti diffusi sul territorio.


Infine le liste d'attesa per prestazioni specialistiche: pochi mesi fa l'assessore regionale Bissoni ha stanziato 10 milioni di euro per la riduzione delle attese entro i 60 giorni  (come se fossero pochi!) e pochi giorni fa il Dr. Carradori D.G. a Ravenna, ha stanziato 1 milione di euro a favore di prestazioni private per ridurre i tempi di esami e visite, lo stesso obiettivo che dichiarò appena giunto a Ravenna molti anni fa! Sembra una storia infinita ma il vero nodo è il rapporto tra visite pubbliche e visite a pagamento troppo sbilanciato a favore del privato. E' un nodo politico che il PD non riesce o non vuole sciogliere e la deriva è la privatizzazione delle prestazioni così come i deficit di bilancio, l'aumento dei costi ed il taglio del personale saranno sempre più una suggestione per la privatizzazione di interi servizi come il Laboratorio Unico Romagnolo.


BASTA! Le bugie di Bissoni e i silenzi dei Presidenti della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, di Cesena e Ravenna, che dovrebbero seguire la gestione e la programmazione dell'USL, non possono essere più tollerati.


I Direttori Generali non debbono essere nominati dall'Assessore regionale alla stregua della peggiore metodologia di tante regioni meridionali. Occorre dare spazio alla professionalità, alla correttezza e soprattutto alla difesa della Sanità Pubblica.

  

  

Le Commissioni Sanità delle Federazioni di Cesena e Ravenna del Partito dei Comunisti Italiani

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