Cesena, sanità. Sinistra Ecologia e Libertà: "Ausl, situazione allarmante"

Cesena, sanità. Sinistra Ecologia e Libertà: "Ausl, situazione allarmante"

CESENA - "Qualche giorno prima di Natale, i sindaci della collina e della montagna cesenate hanno sostanzialmente sfiduciato il direttore generale delle nostra AUSL. Si è espresso contro il rinnovo del "gradimento" a Maria Basenghi il primo cittadino di Mercato Saraceno, mentre si sono astenuti quelli di Borghi, Roncofreddo, Sarsina, Sogliano e Verghereto. Il fatto, che a nostra memoria non ha precedenti, è stranamente passato sotto silenzio, in qualche modo "coperto", nelle comunicazioni ufficiali, dal peso "proporzionale" del voto di ogni sindaco: è vero, infatti, che ogni voto vale in rapporto al numero di abitanti che ogni sindaco rappresenta, ciò che apparentemente riduce a percentuali poco significative il dissenso espresso dai comuni in questione, tra i meno popolosi del nostro comprensorio; ma che sei sindaci su quindici non rinnovino la fiducia all'attuale direzione dell'Ausl a noi appare invece un fatto molto grave, tanto più preoccupante in relazione alle importanti decisioni che attendono la sanità a Cesena e in Romagna".

 

E' quanto si legge in una nota di Sinistra Ecologia e Libertà, Segreteria di Cesena, in merito alla situazione dell'Ausl che viene definita ‘allarmante'.

 

"C'è, prima di tutto, da mettere mano al deficit che l'Ausl ha maturato negli ultimi anni: questo dovrà essere fatto, secondo noi, impegnandosi a sfrondare e semplificare l'apparato burocratico-amministrativo, ridondante anche in una realtà in definitiva sana come la nostra, evitando di tagliare sulla carne viva dei servizi ai cittadini, soprattutto in quei comuni che già in passato hanno visto ridursi sensibilmente i loro presìdi sanitari. Che cosa tagliare, dove tagliare: anche e soprattutto per questo sarà necessario uno sguardo e un ambito politico, cioè collettivo, discusso insieme, capace di aprirsi a un confronto vero con tutti le popolazioni e gli enti coinvolti nelle eventuali scelte, prima e ben più che una gestione meramente manageriale di problemi come questi. La sanità non è questione solo tecnica, solo aziendale".

 

"Servono consenso, coesione, effettiva rappresentanza - si conclude la nota di SEL - Per prendere le decisioni migliori, e per dotare di tutta l'autorevolezza e il peso necessari una direzione che, nei prossimi mesi, sarà anche chiamata al compito delicatissimo di procedere, con le altre istituzioni romagnole, alla definizione della cosiddetta «Area vasta»: una occasione importante (perché mira ad una migliore distribuzione dei servizi a dimensione romagnola, così da alzarne la qualità per tutti, riducendone al tempo stesso i costi), che richiede tuttavia la massima attenzione nella sua effettiva organizzazione, ad evitare squilibri ingiustificati nei rapporti tra le varie realtà della nostra sub regione".

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