Cesena, Sapro. Celletti (Lega): "Commissione consigliare inconcludente"

Cesena, Sapro. Celletti (Lega): "Commissione consigliare inconcludente"

CESENA - Non è certo responsabilità del nuovo Cda di Sapro, composto da ineccepili funzionari ‘prestati' dai soci pubblici di maggioranza (Comuni di Cesena e Forlì e Provincia di Forlì-Cesena) per salvare il salvabile, se la Lega Nord è uscita dalla seduta della prima Commissione consigliare, incentrata sull'incerto futuro della società, con l'impressione che i soci pubblici non sappiano che pesci pigliare. E' poi da smentire che, come hanno ripetuto fino allo sfinimento Sindaco e Vicesindaco, l'esecutivo abbia agito con la massima trasparenza, condividendo con gli organismi consigliari le informazioni.

 

C'è la prova provata, solo per fare un esempio, che il 15 marzo 2010 si è svolta una riunione dei soci di SAPRO per decidere sulla sua situazione fallimentare e valutare il piano di ristrutturazione economico-finanziaria. Ebbene, solo una settimana dopo, in un'audizione dei vertici di SAPRO avvenuta sempre in Commissione a Cesena, nessuno ha aperto bocca su quanto stava accadendo. Alla faccia della trasparenza! Solo in seguito, vista l'escalation negativa, il Sindaco ha chiesto il coinvolgimento generale della politica per salvare la società pubblica. Fin che è stato possibile, quindi, su SAPRO c'è stato un silenzio omertoso ed a chi sollevava perplessità è stato risposto con beffarda sufficienza. Oggi, invece, che la stalla brucia dobbiamo sentirci coinvolti tutti, ma senza pretendere che vengano scoperti gli altarini di chi ha causato questo disastro. L'impressione è che ci sia soprattutto molta confusione tra le fila del PD.

 

Certamente è così a Forlì, dove Partito e Sindaco sono entrati in collisione a furia di dichiarazioni se far fallire SAPRO oppure no. A Cesena, dove l'Amministrazione è più schierata e più organica ai diktat del Partito, c'è posizione univoca. Non si può far fallire SAPRO, mentre si è più reticenti sulle responsabilità pregresse per le perdite accumulate di oltre 100 milioni di euro. Ma anche ieri, in Commissione, non si è andati oltre ai desiderata dell'Amministrazione e di alcune forze politiche nel ruolo di pronto soccorso della maggioranza. Ci sarebbero tutti gli ingredienti per far fallire la società, ma si spera ancora di trovare l'escamotage. Tuttavia nessuno ha risposto alla domanda legittima se siano state fatte simulazioni sui costi futuri per la collettività per l'eventuale salvataggio di SAPRO confrontati con i costi derivanti dal suo fallimento. Non basta infatti ripetere il mantra ‘SAPRO non deve fallire perchè le ricadute stravolgerebbero il panorama economico/finanziario locale'. Bisogna in primo luogo dimostrarlo.

 

Ci dicano, prove alla mano, quali sono le alternative e le ricadute economiche sulla collettività ed allora avremo la possibilità di decidere con cognizione di causa. In caso contrario, il salvataggio di SAPRO diventerebbe solo un fatto politico, utile a pochi e senza alcun ritorno positivo per la comunità.

 

Antonella Celletti, capogruppo Lega Nord

 

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