Cesena, Sapro. Monito del Pdl: "Basta soldi nelle partecipate"

Cesena, Sapro. Monito del Pdl: "Basta soldi nelle partecipate"

"Il Comune si è detto pronto a lanciare il salvagente a Sapro, un salvagente fatto di soldi pubblici, si è parlato addirittura di un milione di euro. E' troppo facile gestire una società come è stato fatto con Sapro e, una volta giunti sull'orlo del fallimento, chiedere aiuto a pantalone". Il Popolo della Libertà di Cesena è preoccupato per le mosse che l'amministrazione comunale sta preparandosi a fare per salvare Sapro, la società per lo sviluppo delle aree produttive di Forlì-Cesena, su cui la Procura della Repubblica ha avanzato un'istanza di fallimento. Sapro, con i suoi amministratori, martedì sera sarà al centro della Prima commissione consiliare.

"La società, come ha riferito il vicesindaco Battistini pochi giorni fa, ha debiti per 111,8 milioni di euro e ha un patrimonio immobiliare e crediti stimati in 114 milioni di euro - sottolineano Italo Macori e Riccardo Cappelli, consiglieri comunali del Pdl - noi siamo scettici su questa valutazione patrimoniale di Sapro, le aree vanno vendute e se non si trovano acquirenti, visto il mercato stagnante, il loro valore resta solo sulla carta. Ma ragioniamo sui valori forniti dal Comune: la differenza tra l'esposizione con le banche e il valore del patrimonio è decisamente ridotta, si parla di circa tre milioni di euro. Quindi la società è veramente in bilico, ma ci chiediamo perché gli amministratori di Sapro, in primis il consigliere nominato dal Comune di Cesena, non abbiano informato adeguatamente il consiglio comunale di una situazione così drammatica. Tra l'altro solo da Forlì le istituzioni hanno reso nota la notizia dell'istanza di fallimento avanzata dalla Procura. Più volte come Pdl abbiamo sottolineato i problemi di Sapro e in ogni occasione l'amministrazione comunale di Cesena ha minimizzato il problema. E ora ci troviamo con una società pubblica che rischia il fallimento e con il Comune che ha il coraggio di buttare altri soldi in questo carrozzone".

Oltre al milione di euro che il Comune erogherà direttamente a Sapro, si parla anche di fidejussioni che gli enti pubblici dovrebbero sottoscrivere per i prestiti che le banche concederanno a Sapro. "Così facendo il Comune si accollerebbe un doppio rischio - evidenziano Macori e Cappelli - visto che sarà esposto come socio, ma anche come debitore. Noi ci opponiamo con forza al fatto che il Comune metta altri soldi in questo carrozzone, non perché vogliamo il fallimento di Sapro, ma perché devono emergere le responsabilità gestionali che hanno portato Sapro a questo disastro. Non si può dare la colpa solo alla crisi del mercato immobiliare, occorre fare luce sulla gestione: aree commerciali e residenziali, a volte anche in zone poco pregiate, sono state acquistate da Sapro indebitandosi e andando fuori dai binari della propria mission. Le responsabilità politiche non possono essere insabbiate, non si può far finta di niente e tirare fuori altri soldi pubblici come nulla fosse. Questo modo di gestire il bene pubblico deve terminare: per guidare le partecipate ci vuole responsabilità, competenza e trasparenza".

In conclusione il Pdl lancia una frecciatina alla maggioranza. "Mettere altri soldi in Sapro contrasta con ciò che il Sindaco Lucchi ha detto negli ultimi mesi sulle società partecipate - spiegano Italo Macori e Riccardo Cappelli - per esempio quando ha deciso di non ricapitalizzare Seaf, la società dell'aeroporto di Forlì. In quel caso si trattava di una cifra inferiore ai centomila euro, ora il Comune si contraddice ed è pronto ad impiegare un milione di euro in Sapro".    

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