Cesena: si inventano stupro per impedire alla figlia di sposarsi, denunciati genitori marocchini

Cesena: si inventano stupro per impedire alla figlia di sposarsi, denunciati genitori marocchini

Cesena: si inventano stupro per impedire alla figlia di sposarsi, denunciati genitori marocchini

CESENA - Non accettavano le abitudini all'occidentale della loro giovane figlia, intenzionata a sposare un giovane connazionale. Così, per impedire le nozze, si sono presentati alla Polizia denunciando il sequestro della figlia e le violenze da essa subita. Gli accertamenti hanno portato alla luce un'altra realtà: la ragazza si era trasferita di sua volontà a Torino per convivere con il compagno. Protagonista della vicenda due genitori marocchini, che sono stati denunciati.

 

Tutto ha avuto inizio verso la fine di novembre quando il padre della ragazza, un 48enne da diversi anni residente nel Cesenate, si è presentato al Commissariato di Polizia di Cesena per denunciare il sequestro della figlia, 22 anni, in regola con il permesso di soggiorno, da parte di un connazionale residente a Torino. Nella querela l'uomo ha spiegato che l'individuo era venuto a Cesena, sequestrando la figlia e portandola in un appartamento nel capoluogo piemontese dove l'avrebbe picchiata e violentata.

 

Alla Polizia il 48enne ha spiegato che la figlia l'aveva contattato telefonicamente chiedendo di esser liberata. Subito sono iniziate le indagini del caso. Una pattuglia della Questura di Torino si è portata presso l'abitazione indicata dal marocchino, trovando la giovane. Quest'ultima, tuttavia, ha negato ogni sequestro, sostenendo di essersi trasferita di sua volontà a Torino per convivere con il compagno, suo futuro sposo. Alcuni giorni più tardi il padre della ragazza si è presentato di nuovo al Commissariato.

 

Ma gli agenti non hanno potuto fare altro che spiegargli che era meglio rassegnarsi alla decisione della figlia. Un giorno di dicembre l'uomo si è presentato con la ragazza per denunciare il loro connazionale. La settimana successiva la giovane è riuscita a parlare liberamente con una poliziotta, confermando di essersi trasferita di sua iniziativa a Torino e che aveva bisogno dei suoi documenti d'identità, custodititi in casa dai genitori, che gli sarebbero serviti per la celebrazione del matrimonio.

 

Nell'abitazione dei familiari è stata inviata una pattuglia del Poliziotto di Quartiere per prendere i documenti e gli effetti personali della ragazza. Quest'ultima è stata poi accompagnata alla stazione dove è salita sul treno che l'avrebbe riportata dal suo compagno.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    passatore il dialetto non lo sai parlare bene, almeno sai parlare italiano?

  • Avatar anonimo di passatore
    passatore

    Via dall'Italia chi non si adegua alle nostre leggi.... Ciapa el Piroscafo e turnatè a cà! Se tè ut pias vivàr cum in Maròc... ciapa el Piroscafo, ciapa el Camèl e turnat a cà, ad pègh mè è biglièt!

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