Cesena sostiene la candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura

Cesena sostiene la candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura

Cesena sostiene la candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura

CESENA - Il Comune di Cesena sostiene la candidatura di Ravenna come Capitale Europea della Cultura per l'anno 2019 e si dichiara pronto ad aderire al Comitato promotore che sta per essere costituito a sostegno dell'iniziativa. A dichiararlo è il Sindaco Paolo Lucchi in una lettera indirizzata nei giorni scorsi al suo collega ravennate Fabrizio Matteucci. Un'occasione importante per la Romagna di portare in questa terra turisti e indotto economico.

 

"Sarebbe il giusto riconoscimento - osserva il Sindaco di Cesena - a una città che già in passato è stata capitale e che ancora oggi continua a essere, in Italia e in Europa, punto di riferimento culturale per il suo straordinario patrimonio artistico e storico. E riteniamo che la designazione di Ravenna rappresenterebbe una grande occasione di promozione per tutto il territorio romagnolo, sulla scorta di analoghe esperienze che si stanno muovendo in Europa, prima fra tutte quella di Marsiglia e dell'intera Provenza".

 

"Inoltre - aggiunge il Sindaco - il riconoscimento a Ravenna darebbe ulteriore slancio anche al percorso di valorizzazione delle attività culturali avviato da Cesena lo scorso anno con la Notte per la Cultura e le iniziative di ‘La Domenica Specialmente', e che intendiamo rafforzare in questo 2010".

 

La stessa città di Ravenna, attraverso l'assessore Alberto Cassani, aveva cercato il coinvolgimento preventivo delle città della Romagna, presentando la candidatura in un incontro svoltosi nel mese di dicembre. In quell'occasione il Comune di Cesena era rappresentato dall'assessore alla Cultura Daniele Gualdi. "Abbiamo particolarmente apprezzato quest'iniziativa - commenta l'assessore Gualdi - e siamo pronti a dare il nostro contributo per sostenere la proposta di Ravenna, con cui abbiamo molti punti in comune da un punto di vista delle politiche culturali. Penso, ad esempio, alle attività del nostro teatro Bonci e del loro Alighieri, e ancora della Biblioteca Malatestiana e della Classense, della Fondazione Serra e della Fondazione Oriani. Su queste basi credo ci possano essere prospettive di sviluppo interessanti".

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