Cesena: statuto quartieri, per Celletti e Angeli (GdL) "un pateracchio"

Cesena: statuto quartieri, per Celletti e Angeli (GdL) "un pateracchio"

CESENA - "Un pateracchio che non cambierà nulla e che non darà nuovo impulso vitale ai quartieri, stanche ripetizioni dei bizantinismi istituzionali della maggioranza di centro-sinistra".

 

"Ci riferiamo - scrivono i consiglieri comunali del Gruppo GDL Antonella Celletti e Stefano Angeli - all'approvazione, avvenuta ieri sera in Consiglio comunale, del nuovo testo dello Statuto comunale dove si tratta dei quartieri, che diventeranno esclusivamente organismi di partecipazione, perdendo la prerogativa del decentramento, così come dettato dalla Finanziaria Prodi del 2008 per le città sotto i centomila abitanti. A nostro avviso, questa poteva essere un'ottima occasione per rivedere a fondo il ruolo dei quartieri cesenati, svuotati ormai di freschezza ed entusiasmo, oltre che di vera incidenza sulle politiche comunali, dopo tanti anni di vita. Ma non c'è stato nulla da fare".

 

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"La maggioranza ha voluto mettere al voto il provvedimento in fretta e furia e, grazie anche al sostegno dell'UDC, è riuscita a portare a casa il risultato. Risultato amaro in ogni caso, perché conferma l'esistenza in città di una coalizione sempre più egemone, che non accetta alcun confronto con l'opposizione e che resiste ad ogni cambiamento per non rischiare di perdere posizioni consolidate. In questo modo, tuttavia, la maggioranza non ha sciolto il problema della crescita esponenziale dei Comitati di protesta spontanei, che denunciano, evidentemente, non solo la rottura della cinghia di trasmissione tra cittadini ed amministrazione comunale, ma anche il mancato ruolo di mediazione e di rappresentanza dei quartieri. Altro tabù che la sinistra non ha voluto affrontare quello della diminuzione del numero di questi organismi, esigenza sollevata da noi e da altri per superare la frammentazione del territorio e la sua gestibilità. Ma c'è un altro buco nero all'orizzonte: quello del regolamento, per ora solo in bozza, che delinea un futuro fosco per la reale rappresentanza territoriale degli eletti. Noi crediamo che, se non ci sarà l'impegno di tutte le forze di opposizione e degli stessi cittadini, i quartieri prossimi venturi, non solo non aumenteranno il loro appeal dal punto di vista della partecipazione, ma rimarranno feudi di piccole lobby eterodirette chiamate a svolgere un ruolo di controllo sul territorio per conto della sinistra".

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