Cesena, studenti e prof tornano in piazza con la fiaccolata "al lume della ragione"

Cesena, studenti e prof tornano in piazza con la fiaccolata "al lume della ragione"

Cesena, studenti e prof tornano in piazza con la fiaccolata "al lume della ragione"

CESENA - Mercoledì 17, studenti, docenti e genitori scenderanno, ancora una volta, in strada per dire no ai tagli previsti dal ministero dell'Istruzione. La crisi colpisce dalle scuole dell'infanzia fino all'università, che non accettano quella che definiscono una "de-forma". Sarà una presa di posizione apartitica per cercare di rispondere al triste interrogativo che serpeggia tra studenti e docenti: "Noi che fine facciamo?".

 

> LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DEL MESE SCORSO

 

Nulla è cambiato dalla manifestazione di un mese fa se non che la protesta è cresciuta in intensità.

Il corteo generale partirà da piazzale Kennedy alle 10.30, dopo essersi unito ai singoli cortei partiti dalle facoltà. Si dirigeranno poi verso i giardini pubblici. Dopo un pomeriggio dedicato all'informazione, alle 17 si prosegue con la fiaccolata al "lume della ragione" fino all'arrivo in piazza del Popolo.

 

Sul banco degli imputati c'è la gestione del sistema istruzione. "Chi non si può permettere gli studi dovrà andare a lavorare perché ci saranno solo pochissime borse di studio. Inoltre le tasse universitarie potranno salire del 300%" dicono dal polo degli studenti universitari. "Manifestiamo contro la L133 del 2008 con i suoi 190 milioni di euro in meno all'università per il 2010 e quasi il doppio per il 2011. Contestiamo la Riforma Gelmini e l'attuale manovra finanziaria che prevede il taglio al fondo per il diritto allo studio".

 

Se all'università la situazione è critica, in scuole dell'infanzia, primarie e secondarie non è più rosea. "Non c'è diritto allo studio con classi di 30 alunni e un'insegnante. Non ci sono toner, carta e quello che è ancora più grave è che manca un valido sostegno ai disabili" affermano dal Comitato articolo 3.

 

La crisi colpisce anche le superiori. Solo "allo scientifico sono stati dati 100mila euro in meno rispetto l'anno precedente. Stiamo raschiando il fondo" dicono i rappresentanti del Righi. I tagli all'istruzione hanno colpito pesantemente anche gli istituti professionali costretti a dire addio ai laboratori. Costano troppo. Inoltre i ragazzi devono sopportare ritmi massacranti a causa dell'aumento della durata delle lezioni nonostante le ore siano diminuite. "Che diritto hanno gli studenti se non sono nelle condizioni di usufruirne? Quella che hanno fatto non è una riforma ma una de-forma. - dice Valeria Bandini di Articolo 3 - Con queste disposizioni, si incrina un sistema che è a fondamento della società" .


Alessandro Mazza

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