Cesena, variante Prg. Di Placido (Pri): "valutare con attenzione"

Cesena, variante Prg. Di Placido (Pri): "valutare con attenzione"

CESENA - La Variante al Piano Regolatore che si discuterà in Consiglio Comunale la prossima settimana contiene molti aspetti condivisibili e alcuni motivi di perplessità.

Ci paiono assolutamente da condividere le modifiche normative volte a produrre snellimento dei tempi e degli iter burocratici, come la trasformazione dei PUA sotto l'ettaro in permessi di costruire, la possibilità di realizzare PUA con l'accordo del 75% della proprietà (esteso anche al pregresso del PRG 85), o la soluzione di vicende delicate, come la regolarizzazione delle autorizzazioni temporanee su suolo privato.

 

Altrettanto condivisibili sono le previsioni di trasferimenti o ampliamenti di importanti aziende che, in un periodo difficile come questo, hanno deciso di investire, sviluppando produzione ed occupazione: da troppo tempo, infatti, le attività produttive e le Associazioni operanti nel territorio comunale lamentano una situazione di scarsa attenzione quando non vessatoria, che diamo atto all'Assessore Moretti di aver affrontato con coraggio sin dal suo insediamento.

Non che con questa Variante tutto sia stato risolto, dal momento che altri concreti risultati del processo di snellimento e sburocratizzazione avviato dall'Amministrazione dovranno arrivare, ma consideriamo questo un passo nella giusta direzione.

 

Perplessità nascono, invece, su alcuni interventi specifici e sul tema dei luoghi di culto e delle zone individuate per la loro collocazione.

Quanto agli interventi specifici, ci risultano ancora poco chiari quelli previsti in Via Balbo e in Via Calcinaro, fondamentalmente perchè non abbiamo avuto modo di vederne i progetti compiuti ma solo delle volontà di massima.

Via Balbo è all'interno di una zona delicata nel Quartiere Fiorenzuola: prevedere piscina, palestra ed esercizi di vicinato rischia di sconvolgerne l'assetto, senza che ve ne sia una necessità stringente.

 

Quanto a Via Calcinaro, lungi da noi l'idea di non riconoscere l'importante attività svolta dalla Polisportiva che vi opera, ci rimane tuttavia da capire, visionando un progetto completo e dettagliato, se tutto quello che viene richiesto (albergo, foresteria, mensa, ristoro) serve veramente e, più in generale, come si intenda il futuro di quell'asse viario da decenni oggetto di trasformazioni a spizzichi e bocconi.

 

Sui luoghi di culto (che, curiosamente, sono stati l'unico argomento sul quale si sono espresse altre forze politiche), da laici riteniamo che ogni religione abbia diritto di professare il proprio culto, senza alcun tipo di distinzione: da questo punto di vista, è giusto che l'Amministrazione si sia adoperata per individuare tre aree volte a soddisfare le legittime richieste di tre confessioni.

Quello che ci lascia perplessi sono le modalità di individuazione e la mancanza di un confronto preventivo sulle scelte contenute in questa Variante.

La vicenda del capannone artigianale di Via Longo trasformato in pseudo-moschea, una delle tante pesanti eredità lasciate dalla Giunta Conti, ha prodotto un clima di tensione quando non di intolleranza per non aver voluto affrontare con trasparenza una legittima richiesta di una comunità religiosa.

 

Proprio quella vicenda dovrebbe aver insegnato a tutti che certi argomenti vanno trattati con grande attenzione, a partire dalla individuazione delle aree.

Avremmo preferito venire coinvolti sin dall'inizio, con tutte le opzioni sul tavolo da valutare e selezionare, in maniera da rendere il più condiviso possibile il percorso e le decisioni.

Dal momento che l'Assessore Moretti ha dichiarato che i luoghi individuati non sono ancora stati assegnati, e che uno di quelli è proprio a Torre del Moro, ci chiediamo se quella zona non abbia "già dato" abbastanza, e se quindi la collocazione del luogo di culto islamico non debba essere prevista altrove.

 

A questo aggiungiamo la condizione per noi irrinunciabile: l'assoluta certezza che venga garantito dai richiedenti il totale rispetto delle leggi e delle normative e la totale disponibilità al controllo; per questo motivo non potremmo accettare una gestione affidata all' UCOII, che non fornisce le adeguate garanzie a questo riguardo.

 

Luigi Di Placido

Capogruppo PRI in Consiglio Comunale

 

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