Cesena, visita al compostatore di San Carlo. Sindaci nel 'ventre' della mucca

Cesena, visita al compostatore di San Carlo. Sindaci nel 'ventre' della mucca

Cesena, visita al compostatore di San Carlo. Sindaci nel 'ventre' della mucca

CESENA - Lunedì pomeriggio l'assessori all'ambiente di Forlì, Alberto Bellini, e di Cesena, Lia Montalti, insieme al sindaco di Cesenatico Nivardo Panzavolta, coordinatore del Comitato per il Territorio dei Sindaci di Forlì-Cesena hanno visitato l'impianto di compostaggio di San Carlo, accolti dal presidente di Romagna Compost, Luciano Natali, e dal direttore tecnico Enrico Piraccini. I rifiuti vengono trasformati in compost simulando la digestione della mucca.

 

Energia rinnovabile e compost da rifiuti: le ragioni del riconoscimento a Ecomondo - 8.000 MWh all'anno di energia elettrica generata (pari al 10% di quella consumata dai cittadini di Cesena per consumi domestici) e 8.000 tonnellate annue di compost biologico prodotto. Il tutto grazie allo smaltimento totalmente inodore di 40.000 tonnellate annue di rifiuti organici.  Sono questi i numeri che avrà a regime l'impianto di Romagna Compost (Gruppo Hera) di Cesena, segnalato tra le prime 10 aziende per il settore rifiuti dalla Commissione per il "Premio Sviluppo sostenibile 2010" nell'ambito della Fiera Ecomondo di Rimini.  Nel primo semestre 2010 sono state trattate circa 14.000 tonnellate di rifiuti, per una produzione di 2.400 MWh di energia elettrica.

 

La tecnologia...della mucca, unica in Italia

L'impianto, potenziato e completamente rinnovato nei mesi scorsi con un investimento di 7,5 milioni di euro, tratta i materiali di natura organica simulando il processo di masticazione e digestione della mucca. In particolare vengono smaltiti rifiuti organici da raccolta differenziata, rifiuti di industrie conserviere e ortofrutticole, di attività zootecniche, di manutenzione del verde e scarti lignocellulosici.

 

La tecnologia utilizzata,  tecnicamente detta di fermentazione a secco (batch dry fermentation) è in questo momento unica in Italia.  Il rifiuto triturato staziona in "garage" alti 5 metri, lunghi 18 e larghi 10, per circa 30 giorni a 37°C.

 

I batteri, uguali a quelli dello stomaco delle mucche, compiono il processo di digestione producendo biogas, un gas a base di metano utilizzato per produrre l'energia rinnovabile. Al termine della digestione il materiale è avviato a una fase di compostaggio che ne consente l'utilizzo finale come terriccio per vasi o come fertilizzante in agricoltura. Il compost prodotto è certificato per agricoltura biologica.

 

Zero cattivi odori

E' molto importante sottolineare come i batteri utilizzati siano capaci di demolire tutte le sostanze che causano i cattivi odori, trasformando così il problema in opportunità, grazie alla produzione di nuova risorsa energetica.

 

Partnership vincente fra Hera e le imprese del territorio

Romagna Compost srl, ubicata a San Carlo di Cesena, è controllata al 60% da HERA spa. Il restante 40% del capitale è detenuto da primarie aziende del settore agricolo e agroalimentare cesenate: Amadori, Formula Servizi, Cac, Consorzio Agrario Di Forlì-Cesena, Orogel, Sfir. La contemporanea presenza di società produttrici di rifiuti organici, società operanti nella raccolta e trattamento rifiuti (Hera) e utilizzatori ultimi del compost (Consorzio Agrario), consente di chiudere il ciclo di produzione del compost, garantendo sia un prodotto con elevate caratteristiche qualitative (dovute all'ottima qualità delle matrici utilizzate), sia idonei canali di utilizzo finale del prodotto.

 

La valorizzazione della frazione organica in Hera

L'impianto di Romagna Compost rientra nel complessivo progetto di Hera per la valorizzazione della frazione organica presente nei rifiuti: il progetto biomasse. Il progetto prevede la produzione di fertilizzanti, di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili e l'eliminazione delle emissioni di gas serra dalle discariche.

A regime il progetto prevede, ogni anno, di evitare di smaltire in discarica oltre 770.000 tonnellate di rifiuti, che invece sarebbero utilizzate per produrre 115.000 tonnellate di fertilizzanti e 200 GWh di energia elettrica, risparmiando così l'emissione di 210.000 tonnellate di CO2.

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