Cesena, 'Caterina Lucchi' in controtendenza: più stabilità e no alla delocalizzazione

Cesena, 'Caterina Lucchi' in controtendenza: più stabilità e no alla delocalizzazione

Cesena, 'Caterina Lucchi' in controtendenza: più stabilità e no alla delocalizzazione

CESENA - La ditta ‘Campomaggi & Caterina Lucchi', marchio storico e di qualità di Cesena, rinuncia ad un'ipotesi di delocalizzazione ed anzi si consolida sul territorio, convertendo progressivamente il lavoro precario in lavoro stabile. E' l'esito dell'incontro, che si è tenuto mercoledì pomeriggio nella sede della Provincia di Forlì-Cesena alla presenza dell'assessore al Lavoro Denis Merloni, i sindacati Cgil-Cisl e Uil e i legali rappresentanti dell'azienda

 

Per i sindacati erano presenti Arturo Zani, Stefano Antonelli, Paolo Foschi, mentre l'azienda "Campomaggi e Caterina Lucchi" era rappresentata da Marco Campomaggi e Caterina Lucchi.

 

L'incontro nasce a seguito della necessità, condivisa dalle organizzazioni sindacali, di riorganizzazione della ditta, che specializzerà la sua attività nell'artigianato artistico, con la produzione di borse in pelle, dedicandosi in particolare alla creazione e progettazione di borse, a modelli e disegni, alla scelta delle pelli e dei tessuti e del successivo taglio.

 

Per questo motivo, alcune fasi della produzione saranno conferite all'azienda Manè srl, afferente alla stessa  proprietà. Questo comporterà per la Manè Srl il passaggio dal contratto dell'artigianato artistico a quello, più oneroso, dell'industria del settore pelle e cuoio. A fronte di questa scelta, la ditta ‘Campomaggi & Caterina Lucchi' ha escluso in ogni caso la possibilità di delocalizzare all'estero la produzione più onerosa, preferendo di confermare e, in prospettiva, rafforzare la sua presenza ed il suo radicamento nel territorio cesenate.

 

"Si tratta di una scelta responsabile e lungimirante - dice l'assessore Merloni -. Ho apprezzato e condiviso le motivazioni dei titolari secondo i quali  per competere occorre puntare sulla qualità e sulla valorizzazione delle risorse umane. Si tratta di un buon esempio che dimostra come sia possibile fare buona impresa anche  in Italia".

 

Nel corso dell'incontro i sindacati hanno ribadito che la loro priorità è quella di sostenere la creazione di occupazione,  in particolare promuovendo l'assunzione stabile di lavoratori precari, disoccupati o in mobilità, per cui hanno condiviso un percorso che prevederà il riallineamento graduale delle retribuzioni al nuovo contratto dell'industria della pelle e del cuoio, che sarà completato entro il gennaio 2014, con fasi di recupero dei differenziali retributivi pari ad un terzo ogni anno. Inoltre, l'accordo prevede che gli attuali contratti atipici (27, tra le due società) vengano trasformati in  contratti a tempo indeterminato nella misura del 75%.

 

Conclude l'assessore Merloni: "Esprimo anche il mio più vivo apprezzamento per la posizione delle organizzazioni sindacali, che hanno individuato un modo intelligente ed equilibrato per rendere fra loro compatibili la tutela degli interessi dei lavoratori con le prospettive di sviluppo dell'azienda".

 

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