Cesena, ''meno sale e più salute''. L'Ausl informa i cittadini

Cesena, ''meno sale e più salute''. L'Ausl informa i cittadini

Cesena, ''meno sale e più salute''. L'Ausl informa i cittadini

CESENA - Meno sale e più salute. Recita così lo slogan che accompagna dal 21 al 27 marzo la settimana mondiale per la riduzione di sale promossa in Italia dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) e alla quale quest'anno aderisce anche l'Azienda Usl di Cesena. L'obiettivo è quello di informare ed orientare i cesenati ad una scelta consapevole di alimenti meno ricchi di sale. Nel nostro paese il consumo giornaliero di sale medio pro-capite è stimato pari a circa 10-15 grammi.

 

Questa quantità è 2-3 volte maggiore rispetto a quella raccomandata  dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), cioè 5 grammi circa.  Un consumo eccessivo di sale può favorire l'instaurarsi dell'ipertensione arteriosa, soprattutto nelle persone predisposte e aumentare il rischio dell'insorgere di alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni. Di conseguenza, ridurre gli apporti di sale rappresenta una importante misura preventiva. Basti pensare che sempre secondo l'OMS, 5 grammi di sale (circa un cucchiaino di caffè) in meno al giorno possono ridurre del 23% il pericolo di avere un ictus e del 17% quello di avere una malattia del cuore. Su scala mondiale, questa percentuale si traduce in oltre 1 milione di vite risparmiate ogni anno.

 

"Molte persone - spiega la dott.ssa Roberta Cecchetti, dirigente medico del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Cesena - diventano consapevoli del fatto che l'eccesso di sale favorisce l'aumento della pressione arteriosa soltanto una volta che l'ipertensione si sia già manifestata. Molti ancora non hanno sufficiente consapevolezza del legame diretto esistente tra l'eccesso di sale alimentare e il rischio di eventi cardiovascolari disabilitanti e potenzialmente fatali, come ictus, infarto e scompenso cardiaco".

 

In realtà - prosegue la dott.ssa Cecchetti - le quantità di sale che servono al nostro organismo sono assicurate dal contenuto naturalmente presente nei cibi. Pane, pasta, riso, polenta, pesce, carni, frutta fresca, olio sono alimenti da consumare abitualmente perché meno ricchi di sale, mentre altri alimenti, come ad esempio burro, piatti confezionati già pronti, conserve vegetali, crackers, salumi vanno consumati saltuariamente in quanto ricchi di sale".

 

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Diminuire la quantità di sale non è difficile, soprattutto se la riduzione avviene gradualmente. Infatti il nostro palato si adatta facilmente, ed è quindi possibile rieducarlo a cibi meno salati. Basta seguire nella alimentazione di tutti i giorni alcune semplici regole: controllare sempre le etichette, anche delle acque minerali; limitare l'uso di condimenti contenenti sodio (dado da brodo, senape, ketchup) ed insaporire le portate con delle erbe aromatiche fresche, delle spezie o usando limone ed aceto. Entro pochi mesi, o addirittura settimane, gli stessi cibi appariranno saporiti al punto giusto, mentre sembreranno troppo salati quelli conditi nel modo precedente. E ancora,  latte e yogurt sono una buona fonte di calcio con pochissimo sale, preferire i formaggi freschi a quelli stagionati; durante gli spuntini, frutta e spremute sono una ottima alternativa agli snack salati. Nell'attività sportiva leggera reintegrare con la semplice acqua i liquidi perduti attraverso la sudorazione. Se proprio si ritiene il menù insipido, usare solo un pizzico di sale, ma iodato.

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