Cesenatico, elezioni. Fli non appoggia Buda

Cesenatico, elezioni. Fli non appoggia Buda

CESENATICO - "A Roberto Buda , candidato sindaco di Cesenatico di alcuni partiti del centrodestra, che oggi sembra lanciare un inutile e tardivo appello a Futuro e Libertà, ribadiamo che la nostra azione politica ha come obiettivo primario, quello di radicare nel tessuto politico locale idee e progetti innovativi ispirati al rinnovamento anagrafico e di genere in un processo che vede il coinvolgimento delle associazioni civiche e di categoria, del terzo settore e del volontariato , del mondo economico e sociale cittadino. Il nostro intento a differenza di questi partiti che oggi ci corteggiano dopo uno scriteriato tentativo di conventio ad excludendum , non è quello di spartirsi poltrone o incarichi. Non abbiamo alcuna intenzione di perpetuare le abitudini della vecchia politica, ma semmai andiamo incontro a quei cittadini che chiedono soltanto di essere ascoltati e che tendono a rifugiarsi nell'astensione perché sfiduciati, se non addirittura nauseati da certe pratiche politiche-politicanti".

 

Così la coordinatrice provinciale Futuro e Libertà di Forlì-Cesena Elisa Petroni , in risposta a Buda.

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"Fin dall'inizio delle trattative è stato tradito lo spirito di un confronto paritario e democratico fra i partiti del centrodestra: ed è stato imposto il nome del candidato a sindaco già in autunno, hanno parlato di nomi da inserire in lista o addirittura da collocare in giunta prima ancora di aver votato e senza nemmeno sapere se si andrà a vincere. Noi abbiamo subito replicato che questa condotta era politicamente inaccettabile perchè antidemocratica ed abbiamo sottolineato invece la necessità di parlare di programmi , di economia, e di welfare e di società civile... ma a questo appello PdL e Lega Nord non hanno mai risposto. Anzi , alla fine , pochi giorni fa, hanno tradotto anche a livello locale la pratica berlusconiana dei sondaggi che mettono a tacere i dissidenti e prefigurano scenari di democrazia plebiscitaria che con la Romagna e lo spirito delle nostre genti hanno ben poco a che vedere! A queste condizioni loro stessi si sono esclusi fin dall'inizio da ogni piano di confronto liberale e democratico": conclude Elisa Petroni.

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