Cesenatico, musica: lezione concerto in piazza Spose dei Marinai

Cesenatico, musica: lezione concerto in piazza Spose dei Marinai

CESENATICO - Mercoledì 11 maggio 2011, alle ore 17,30, presso la piazza Spose dei Marinai, la Direzione Didattica del Primo Circolo di Cesenatico, la Rete di Cesenatico, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale - Assessorato alla Pubblica Istruzione - nell'ambito delle iniziative connesse ai festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia e al progetto nazionale "Musica 2020", promuovono la lezione-concerto "Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tutt'ora in voga - Inni del Risorgimento e canti dell'Italia unita". Sono coinvolti gli alunni dei plessi della scuola primaria 2 agosto 1849 (classi 1^, 2^, 3^ 4^), Ada Negri (classi 3^, 4^, 5^) e Leonardo da Vinci (classi 2^, 3^A, 5^) e il Coro Scolastico "Non si fa sol... Do re mi la".

 

Il titolo, tratto da Sfiorivano le viole di Rino Gaetano, ben indirizza verso i contenuti storico-musicali scelti per la performance, spiega la dirigente scolastica Maria Stella Grandi. In effetti, tutte le arti, trasversalmente, sono state attirate del Risorgimento Italiano. In particolare, attraverso parola e suono, i "cori popolari" patriottici, sono espressione importante quanto sottovalutata. Tra il 1846 e il 1870, si assiste ad una loro straordinaria fioritura. Mezzi di propaganda delle nuove idee e di formazione di una nuova realtà politica e sociale, promuovono l' ideale patriottico tanto più impellente perché negato dalle amministrazioni straniere e condannano il dispotismo dominante negli stati italiani dell'epoca. Melodie semplici e orecchiabili su testi dal sapore encomiastico, ritmi cadenzati, in modo che fossero di veloce apprendimento e di facile esecuzione anche durante marce o cortei, hanno il compito di sottolineare gli ideali di quel periodo, di infiammare e incitare gli animi. Il Risorgimento è raccontato dagli inni, ovvero "gazzetta poetica della nostra vita politica", come ebbe a scrivere nella Lettera alla principessa Dora d'Istria, il patriota e poeta Francesco Dall'Ongaro (1808 -1873 ).

 

A Cesenatico, di ogni brano proposto saranno evidenziati i valori sottesi alla struttura poetica e a quella musicale; anche l'ordine di presentazione intende dare risalto a tale aspetto, che una mera disposizione cronologica avrebbe mortificato.

L' Inno a Pio IX ,scritto al principio del 1847 dal romano Filippo Meucci e musicato dal maestro Magazzari, è dedicato al neoeletto papa che, all'inizio, pare realizzare il sogno giobertiano di un capo della cristianità riformatore e amico dell'Italia. La coccarda di Giuseppe Bertoldi e Luigi Felice Rossi riflette il clima di entusiasmo popolare seguito alle prime riforme che Carlo Alberto avvia alla fine di ottobre del 1847.

 

L'italica bandiera è celebrata in La bandiera tricolore - 1848 circa - e Vinni cu' vinni e cc'è lu tri culuri - 1867 (ascolto). Le parole della prima, popolarissima canzone sono attribuite a Francesco Dell'Ongaro, patriota e poeta, mentre la musica a un certo Cordigliani. Vinni cu' vinni celebra l'arrivo di Garibaldi e dell'esercito piemontese in Sicilia. Sempre all' epopea garibaldina appartengono La camicia rossa - 1860 - che, nel testo e nella musica, è canto esemplare del gusto risorgimentale; Garibaldi fu ferito -1862- e La stella dei soldati sono entrate a fare parte del repertorio infantile; l'Inno di Garibaldi - 1858- è musicato da Alessio Olivieri, capobanda della brigata "Savoia" mentre i versi sono del poeta Luigi Mercantini, autore della Spigolatrice di Sapri. Di sapore antiaustriaco sono Varda Giulaj - 1859 - diffuso a Milano in clima di rivolta sempre più ardita, e La bella Gigogin - 1859 - cantata in tutta la Lombardia, popolare ancora oggi. Completano la sezione risorgimentale della lezione-concerto Va' pensiero - 1842 - di Giuseppe Verdi; L'addio del volontario toscano - 1848, ossia Addio mia bella, addio, celebre inno dell'avvocato Carlo Alberto Bosi; Suona la tromba, ondeggiano risuonano i primi due versi dell'inno, scritto da Goffredo Mameli nel giugno del 1848 e musicato da Verdi.

 

Seguono, poi, tre canti del periodo postunitario che danno rilievo ai problemi emergenti nei decenni successivi all'unità: Mamma mia dammi cento lire - post 1880, Gli scariolanti - post 1880 e Addio a Lugano - 1895. Il primo si riferisce alle migrazioni dei contadini settentrionali verso l'America meridionale, nella seconda metà del XIX sec.; Gli scariolanti è un canto direttamente legato alle imprese di bonifica che in mezzo secolo trasformano il paesaggio agricolo dell'Emilia Romagna; Addio a Lugano è la più famosa fra le canzoni di Pietro Gori, il modello di tutto un filone di canto protestatario del periodo più fortunato a attivo di questo genere, cioè fra gli anni 1885 e la prima guerra mondiale.

Il canto degli italiani - 1847 - meglio conosciuto come Inno di Mameli, in versione integrale, conclude la manifestazione.

 

L'iniziativa, aperta alla cittadinanza, si avvale della collaborazione dei docenti Eleonora Battistini, Berta Berlani, Maria Concetta Bianco, Stefania Bracci, Maria Rosa Braghittoni, Carmen Castagnoli, Giovanna Claps, Barbara Conti, Marta Farneti, Bruna Ferrari, Anna Galassi, Michela Gardini, Emanuela Giunchi, Angelica Gobbi, Lorena Gozzoli, Anna Manni, Antonella Molari, Lucia Moretti, Carla Pagliarani, Daniela Pagliarani, Silvia Palermo,Anna Maria Parmeggiani, Maria Elena Pieri, Patrizia Raggi, Rosa Rizzi, Rossana Rossi, Sandra Sacchetti, Lorenza Salsi, Cristina Teodorani, Rosanna Terracciano, Emanuela Urbani, Catia Valzania, Liviana Visani, Federica Zamagna; del Tecnico del suono Danilo Ceccaroni; del consulente storico-musicale Maria Stella Grandi.

E' sostenuta dall'assessore Emanuela Pedulli e dall'Amministrazione Comunale, dal presidente della Banca di Credito Cooperativo di Sala Patrizio Vincenzi, dalla sig. Giovanna Coppo della SICOGRAF di Cesenatico, dai genitori degli alunni.

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