Cesenatico, nuove tensioni all'hotel K2

Cesenatico, nuove tensioni all'hotel K2

Cesenatico, nuove tensioni all'hotel K2

CESENATICO - Dopo la bufera a seguito delle gestioni 'ballerine' in alcune strutture alberghiere della riviera romagnola, le associazioni rilanciano la colletta per i lavoratori dell'hotel Mose' di Torre Pedrera e pressano le istituzioni riminesi. Venerdì i riflettori sono tornati sul K2 di Cesenatico: e' stato teatro dalle 12 dell'ennesimo presidio dei lavoratori (una quindicina) che hanno subito "tempestato di telefonate", riporta una nota del collettivo Rumori Sinistri, le segreterie degli  assessorati.

 

Nel presidio ci sono state tensioni, un episodio anche di uno schiaffo e per evitare che la situazione degenerasse sono intervenuti in forza a presidiare l'hotel K2 i carabinieri e la polizia. Intanto si prospetta un'ordinanza di chiusura dell'hotel, come nel caso del Mosè, procedura che è stata accelerata proprio per mettere uno stop alle tensioni in corso.

 

"L'unico mezzo di sussidio e sostegno a questi lavoratori- ricorda l'associazione nel comunicato scritto con il 'laboratorio Paz'- e' stata una forma di autorganizzazione che ha visto il protagonismo diretto dei lavoratori stessi, la colletta sociale che abbiamo promosso e continua ad oltranza soprattutto". Secondo gli attivisti il Comune riminese ha fatto bene a far chiudere il Mose' e a sistemare i turisti altrove ma si e' dimostrato "totalmente assente rispetto alle iniziative concrete che dovevano e dovrebbero essere poste in essere a sostegno dei tanti lavoratori e lavoratrici, sfruttati e

truffati".

 

Di piu': "Ancora una volta il Partito Democratico non vuole collegare il termine della sicurezza con l'elargizione del salario e del reddito", attaccano Rumori Sinistri e Paz. Insomma, la Giunta di palazzo Garampi "si trincera dietro la formula 'sacche d'illegalita' da combattere', ma tale posizione e' poco credibile di fronte alle parole del direttore del servizio ispettivo del dipartimento del lavoro di Rimini". Il riferimento e' a Massimiliano Chieppa, direttore del servizio ispettivo del dipartimento riminese, che nei giorni scorsi aveva parlato di "fattori culturali" all'origine del

70-80% di attivita' irregolari riscontrate nella zona.

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di franz.l
    franz.l

    Una bella presentazione dell'ospitalità romagnola...... complimenti a chi sapeva e non ha fatto nulla per evitare questa deplorevole situazione sia nei confronti del personale ma anche dei turisti che hanno scelto la Romagna per passare le vacanze..... bel figurone !!! Bravi @@@@@@

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