CESENATICO - Prosegue la vicenda giudiziaria per accertare il colpevole della morte di Marco Pantani

CESENATICO - Prosegue la vicenda giudiziaria per accertare il colpevole della morte di Marco Pantani

CESENATICO - Mancano due giorni al terzo anniversario della morte di Marco Pantani, ma a tre anni dalla sua tragica scomparsa non è stato ancora risolto il mistero di chi ha fornito la dose letale di cocaina che ha spento per sempre uno dei più forti campioni che il ciclismo ha avuto nella sua storia.

Le indagini nel frattempo proseguono. Davanti al giudice di Rimini sono comparsi la ''dama nera'' Elena Korovina, colei che l'accusa ritiene fornitrice di una dose di cocaina il 26 dicembre 2003 in un hotel di Miramare e Fabio Carlino il fornitore delle dosi che hanno stroncato il ''Pirata''.

Liberi gli spacciatori accusati della morte di Marco Pantani. Dopo aver trascorso in carcere rispettivamente uno e sei mesi sono tornati alla loro normale vita nella loro città, Rimini. Fabio Miradossa, 31 anni e Ciro Veneruso, 33, arrestati il 14 maggio 2004 con l'accusa di avere provocato la morte del ciclista a causa dello spaccio di cocaina, grazie all'indulto sono fuori.

Veneruso in definitiva, dopo aver scontato un mese in carcere a Pesaro e altri dieci agli arresti domiciliari, dal maggio 2005 è un uomo libero. E' tornato a fare l'operaio come prima dell'arresto. Addirittura con i tre anni dell'indulto potrebbe risultare una pena troppo lunga.

Miradossa è tornato alla vita normale, anche se in realtà dovrebbe scontare ancora per intero la pena per lo spaccio ai danni di Marco Pantani. I sei mesi trascorsi in carcere e l'anno e mezzo ai domiciliari riguardano una condanna per direttissima a Napoli per possesso di 30 grammi di cocaina. Miradossa ha sostenuto infatti di aver incaricato il suo complice di consegnare gli stupefacenti al campione. Per il caso Pantani la difesa può chiedere un ulteriore sconto oltre a quello garantito dall'indulto.

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In sostanza si può parlare di libertà per tutti, al massimo Miradossa potrà essere affidato ai servizi sociali per un breve periodo. Gli avvocati difensori erano arrivati, il 28 novembre 2005, al patteggiamento di 4 anni e 10 mesi di reclusione per Fabio Miradossa e 3 anni e 10 mesi per Ciro Veneruso. Ora i due figurano quasi come semplici testimoni dell'accaduto.

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