Cesenatico: un defibrillatore per la Croce Rossa

Cesenatico: un defibrillatore per la Croce Rossa

CESENATICO - Nel quadro del Progetto Salvavita denominato "Previdenza e Sanità", realizzato con i contributi raccolti dal Corpo della Nobiltà Napoleonica, in collaborazione con il Dipartimento di Cardiologia del Policlinico Universitario di Modena e Reggio Emilia, sabato 26 luglio a Cesenatico avrà luogo la consegna di un apparecchio per la defibrillazione  cardiaca di alta precisione (modello lifepak CR plus) al Comitato della Croce Rossa Italiana di Cesenatico.

 

L'iniziativa è stata possibile grazie alla generosità del noto imprenditore cesenaticense Edgardo Scialfa. Apprezzato ed encomiabile  ideatore del progetto è il prof. Demetrio Morabito, Direttore del Dipartimento della Protezione Civile della Pontificia Università Tiberina di Roma, Consigliere Regionale della Croce Rossa Italiana, cesenaticense di adozione e benemerito socio del Rotary Club Cervia-Cesenatico. 

 

Il  progetto "Previdenza e Sanità ", partito due mesi fa a Roma, prevede la diffusione della cultura della prevenzione, unitamente ad opere concrete, come l'acquisto e la donazione di apparecchi per la defibrillazione  cardiaca ai Comitati territoriali della Croce Rossa Italiana: tali defibrillatori verranno assegnati nel corso dell'anno 2008/2009 sul territorio dell'Emilia Romagna.

 

L'idea è, infatti, quella di sfruttare la presenza dei Comitati C.R.I. che materialmente attiveranno gli uomini e i mezzi dislocati sull'intera area regionale, per contribuire a prevenire le morti improvvise, dovute ad arresto cardiaco.

 

Gildo Casali, Presidente della CRI di Cesenatico, ricevuta la comunicazione della importante donazione, nel ringraziare ha dichiarato che l'apparecchio permetterà di salvare delle vite umane: "la presenza di un defibrillatore a bordo di un'ambulanza appositamente attrezzata permette di potenziare l'efficacia di un intervento nei casi di cardiopatie gravi con arresto cardiaco e permettono di intervenire efficacemente nel salvare chi viene colto, in casa o in strada, da questa patologia". Il pronto intervento e la defibrillazione rappresenta, infatti, la pratica più efficace ed assicura una elevatissima probabilità di recupero del paziente, qualora essa venga praticata entro 10 minuti dall'arresto cardiaco improvviso.

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