Chiesa, tanti giovani ma poche vocazioni

Chiesa, tanti giovani ma poche vocazioni

BOLOGNA – Tanti giovani si avvicinano alla Chiesa in Emilia-Romagna, ma si registra una preoccupante crisi di vocazioni. Il ritratto del mondo della fede in regione arriva da parte del presidente della Conferenza episcopale regionale, Carlo Caffarra, che parla all’agenzia Sir (Servizio informazione religiosa) alla vigilia della visita “ad liminia” da Papa Benedetto XVI assieme a tutte le 15 diocesi emiliano-romagnole.


In Emilia-Romagna, regione ‘rossa’ per eccellenza, “una certa forma di anticlericalismo appartiene ormai solo alla storia, ma resta il problema di una disponibilità ad ascoltare e accogliere l'annuncio cristiano non come una delle tante proposte che meritano attenzione in ordine a una soluzione dei problemi umani, ma come una proposta di salvezza radicale e totale dell'uomo".


A fare da contraltare a questa nota negativa, c’è il ruolo del giovani. "La nostra Chiesa sta vivendo un momento di grazia assolutamente unico", affermma Caffarra, con "una grande disponibilità del mondo giovanile, al di là di tutte le apparenze". Secondo il porporato dal mondo dei giovani arriva una richiesta ben precisa: "Ridateci la voglia di vivere, il diritto di sperare".

Per il presidente dei vescovi emiliano-romagnoli, oggi il giovane medio "sta vivendo una contraddizione lacerante: da una parte guarda al futuro più con paura che con speranza; dall'altra questa condizione esistenziale, se accettata, significa morire prima del tempo, estinguere in sé la gioia di vivere".


Tuttavia se da un lato “l'adulto può rassegnarsi", ciò non deve essere possibile per i giovani. Eppure oggi "nessuna istituzione gode più di una fiducia vera da parte loro, come ricordano diverse indagini fatte in regione. Nessuna, eccetto la Chiesa". Spetta a questa, dunque, essere "capace di rispondere a questa domanda, che c'è ed è molto urgente".

Ma se nel complesso la fede in Emilia-Romagna sta vivendo un periodo tutto sommato positivo, la crisi vera sta nelle vocazioni. Una crisi che Caffarra motiva con le "difficoltà di penetrazione del messaggio evangelico dentro ai nodi dell'esperienza di fede". E non basta a rispondere a questa carenza il dato più che positivo del proliferare di ministeri di servizio come il diaconato permanente, nato proprio in Emilia-Romagna.


Ciò che manca, osserva il presidente della Cei regionale, non sono solo le vocazioni sacerdotali, “ma anche quelle di consacrazione verginale". Un aspetto quest’ultimo che secondo Caffarra funge da ‘termometro’ per le comunità di fedeli: "Laddove va in crisi la verginità cristiana, è segno che non c'è una forte evangelizzazione".

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Caffarra conclude la sua intervista alla Sir ricordando "il grande sì che Dio dice all'uomo, nodo centrale del Convegno ecclesiale di Verona, ripreso anche da Benedetto XVI. Una regione come la nostra, che si trova in un'atmosfera di secolarismo ha particolarmente bisogno di sentire questo sì".

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