Chikungunya, scatta l'offensiva regionale contro la zanzara tigre

Chikungunya, scatta l'offensiva regionale contro la zanzara tigre

Un programma di disinfestazione a tutto campo, anche con interventi "porta a porta" di personale specializzato per ispezionare cortili e abitazioni e aiutare i cittadini ad adottare i comportamenti più corretti per combattere la zanzare tigre. Ma anche una capillare campagna di sensibilizzazione che prevede anche l’invio di un opuscolo informativo a tutte le famiglie emiliano-romagnole. Sono due delle misure previste dal Piano straordinario di lotta alla zanzare tigre.


Il piano prevede anche azioni di prevenzione della Chikungunya ed è stato messo a punto dalla Regione in collaborazione con Province, Comuni e le Aziende sanitarie.


“Abbiamo ben chiaro un obiettivo – ha detto oggi a Bologna presentando l’iniziativa l’assessore regionale alle politiche per la salute Giovanni Bissoni - e cioè ridurre il più possibile la presenza della zanzara tigre, l’insetto che può trasmettere da uomo a uomo il virus, e la cui popolazione è in crescita anche in Emilia-Romagna . Per fare questo però la collaborazione dei cittadini nelle aree private sarà fondamentale, pena il rischio di vanificare anche gli interventi di disinfestazione che i Comuni realizzano negli spazi pubblici. “

Gli interventi “porta a porta” interesseranno in particolare le zone dove l’anno scorso si sono verificati i 217 casi accertati di Chikungunya registrati in regione: le province di Ravenna , Forlì-Cesena, Rimini e Bologna. Il Piano invece, che è già partito il 1° di aprile, interesserà tutta l’Emilia-Romagna.


Due gli obiettivi di fondo: ridurre il più possibile la popolazione di zanzara tigre in Emilia-Romagna, con il potenziamento degli interventi di disinfestazione, e rafforzare il sistema di sorveglianza sanitaria per individuare il più precocemente possibile eventuali casi sospetti. “Il rafforzamento del sistema – ha detto Pierluigi Macini, responsabile del Servizio sanità pubblica della Regione - ci permette di intervenire rapidamente per effettuare diagnosi tempestive, monitorare accuratamente l’evoluzione epidemiologica e mettere in atto le misure adeguate di controllo”.


In questa prima fase la Regione ha stanziato 1 milione e 100 mila euro cui – ha detto Bissoni “in assestamento di bilancio aggiungeremo altre risorse per sostenere l’incremento di spesa cui dovranno far fronte gli Enti locali per le attività di disinfestazione”. Per queste lo scorso anno la Regione aveva già stanziato in via straordinaria 930 mila euro, ai quali si sono aggiunti 184 mila ripartiti tra le Associazioni dei donatori di sangue per compensare l’impatto negativo dell’epidemia sulle donazioni.


L’Emilia-Romagna è attualmente zona indenne da Chikungunya. Lo hanno dichiarato ufficialmente il 22 novembre scorso il Ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e l’European Centre for Disease prevention and Control e l’OMS. Lo stesso Piano regionale è il risultato del confronto con questi organismi e con il Ministero della sanità francese.

Operativamente il Piano verrà attuato sul territorio dai Comuni con il coordinamento delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie, e, a Rimini e Reggio Emilia, delle Province. L’assessore ai servizi sociali della Provincia di Rimini Fabrizio Piccioni e il Sindaco di Comacchio Davide Verri hanno sottolineato in particolare l’importanza di questa collaborazione e di questa strategia condivisa che coinvolge tutte le realtà locali, per contenere efficacemente la presenza della zanzara tigre in tutta l’Emilia-Romagna .



La campagna di comunicazione



“Contro la zanzara tigre facciamoci in 4”. E’ questo lo slogan della campagna di comunicazione che, dal 21 aprile, affiancherà il Piano contro la zanzara tigre, dando - appunto – quattro importanti consigli: partecipiamo alla lotta alla zanzara tigre; evitiamo i ristagni d’acqua e usiamo i prodotti larvicidi; proteggiamo noi stessi ed evitiamo di farci pungere; informiamoci.


“La campagna – ha spiegato Roberto Franchini responsabile dell’Agenzia Informazione e Ufficio Stampa della Regione Emilia-Romagna – ha due diversi destinatari: i cittadini e gli operatori sanitari. Nei confronti dei cittadini, la cui collaborazione sarà fondamentale, il nostro obiettivo è stato quello di informarli e a coinvolgerli evitando tuttavia ingiustificati allarmismi. “

Lo slogan sarà declinato nei diversi prodotti previsti dalla campagna. L’opuscolo informativo per i cittadini, innanzi tutto, stampato in 2 milioni 200 mila copie, di cui 1 milione 850 mila arriveranno a casa delle famiglie e le restanti saranno inviate alle ASL, agli Amministratori di condominio, alle Associazioni di categoria e al volontariato. Ma anche spot televisivi e radiofonici con la partecipazione del professor Giorgio Celli, che saranno trasmessi dal 21 aprile al 5 maggio su 21 emittenti televisive locali e dal 28 aprile al 12 maggio su 8 emittenti radiofoniche locali e regionali.


E ancora: manifesti e locandine per l’affissione negli spazi pubblici di Comuni e Aziende sanitarie locali e per l’invio ai medici e ai pediatri di famiglia, alle farmacie del territorio, agli amministratori di condominio; annunci stampa su 12 quotidiani emiliano-romagnoli; Il sito internet www.zanzaratigreonline.it , con approfondimenti sulla lotta alla zanzara tigre, sugli interventi di disinfestazione, sulle malattie trasmesse dalla zanzara tigre.


La campagna prevede anche un depliant informativo per i viaggiatori che sarà inviato alle agenzie di viaggio presenti in regione in 160 mila copie, mentre 10 mila copie andranno alle Aziende sanitarie per la diffusione nei servizi a disposizione dei viaggiatori.


Analogamente è previsto un depliant informativo per i cittadini stranieri. Realizzato in 7 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, cinese e arabo) e stampato in 100 mila copie è messo a disposizione delle comunità e delle associaizoni di stranieri che abitano in Emilia-Romagna, oltre che negli Spazi pper le donne immigrate e i loro bambini nei Consultori famigliari.


Infine è a disposizione dei cittadini il numero verde del Servizio sanitario regionale 800 033 033 (tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30) che si può chiamare gratuitamente sia da telefono fisso che da cellulare. Le informazioni fornite dal numero verde sono consultabili in https://guidaservizi.saluter.it indicata sulla home page di Saluter e dei siti di tutte le Aziende sanitarie. E’ anche a disposizione un sito internet dedicato: www.zanzaratigreonline.it.


Per gli operatori del Servizio sanitario regionale, la Campagna prevede “Linee Guida” stampate in 5 mila copie per i Comuni e i Dipartimenti di sanità pubblica delle Usl, un documentario scientifico in 2 mila copie sulla biologia della zanzara tigre e le modalità per combatterla; un’area dedicata nel sito internet www.zanzaratigreonline.it



Cosa prevede il Piano: la lotta alla zanzara tigre


Interventi di bonifica dei focolai larvali e di disinfestazione nelle aree pubbliche (compresi, nel caso, trattamenti adulticidi nei luoghi particolarmente “sensibili” come scuole, ospedali, strutture per anziani) sono realizzati in tutti i Comuni in cui è presente la zanzara tigre (non presente nell’alta collina). Nelle zone dove lo scorso anno si sono verificati casi di Chikungunya - a Castiglione di Ravenna, Ravenna città, Castiglione di Cervia, Cesena, Rimini e a Bologna - sono previsti anche interventi straordinari “porta a porta” nelle aree private.


Sono inoltre previsti specifici interventi (con Ordinanze dei sindaci e attività di informazione nell’ambito della campagna di comunicazione regionale) per ottenere il coinvolgimento dei cittadini nella lotta alla zanzara tigre in tutte le aree private, attraverso l’esecuzione di trattamenti larvicidi e la rimozione dei focolai di moltiplicazione delle zanzare.



Cosa prevede il Piano: la sorveglianza sanitaria


Il virus Chikungunya si trasmette attraverso le punture di zanzara tigre infetta (che ha punto una persona ammalata). I sintomi della malattia, che ha un decorso benigno, sono febbre alta, astenia, forti dolori articolari persistenti.


Il sistema di sorveglianza, in capo al Servizio sanitario regionale ed in particolare ai Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl, è stato potenziato. Ha il compito della identificazione tempestiva dei casi, anche sospetti, di febbre da virus Ckikungunya, della diagnosi, del controllo e monitoraggio della diffusione della malattia. Le attività di diagnosi di laboratorio sono in capo all’Unità operativa di microbiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, punto di riferimento per tutta la regione. Questo centro, già identificato come Centro Regionale di Riferimento per le Emergenze Microbiologiche (CRREM), è stato potenziato dal punto di vista strutturale e delle attrezzature per rispondere anche ad eventuali picchi di richieste di diagnosi.

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Nel sistema di sorveglianza attiva sono coinvolti i medici di famiglia, i pediatri di fiducia, i medici del Pronto soccorso e della continuità assistenziale, con contatti periodici delle Aziende Usl per il ruolo che essi possono avere nella prima fase di individuazione di eventuali casi di Chikungunya.


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