Chiusura Termini Imerese, Marchionne ribadisce: ''Decisione irreversibile''

Chiusura Termini Imerese, Marchionne ribadisce: ''Decisione irreversibile''

Chiusura Termini Imerese, Marchionne ribadisce: ''Decisione irreversibile''

ROMA - Su Termini Imerese l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ribadisce il concetto: la decisione di chiudere "è irreversibile. Lo stabilimento non è in grado di competere". Intervenendo all'Automotive News World Congress, Marchionne, ha poi precisato: "La Fiat è un'azienda e ha le responsabilità di un'azienda. Non ha le responsabilità di un governo, è il governo che deve governare".

 

"Siamo il maggiore investitore in Italia - ha evidenziato -, ma non abbiamo la responsabilità di governare il paese". L'ad del Lingotto ha spiegato che "a livello globale la nostra industria ha la capacità di produrre circa 94 milioni di auto all'anno, circa 30 milioni in più di quante se ne vendono". "Un terzo di questo eccesso di capacità si trova in Europa - ha ricordato -, dove il settore automobilistico resta virtualmente l'unico settore a non aver ancora razionalizzato la produzione".

 

Marchionne ha poi evidenziato che tutelare l'occupazione è il primo obiettivo, ed "è imperativo di ogni società assicurare che i bisogni umani siano soddisfatti". Tuttavia ma non si possono forzare le industrie a farlo; le aziende "possono farlo solo in modo artificiale". Immediate le reazioni: i sindacati dei metalmeccanici del gruppo Fiat, Fiom, Fim, Uim e Fismic hanno indetto uno sciopero di quattro ore per tutti i lavoratori del Gruppo per il prossimo 3 febbraio.

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