Cinema, martedì omaggio al grandissimo Ingmar Bergman

Cinema, martedì omaggio al grandissimo Ingmar Bergman

FORLI’ - Martedì 27 novembre 2007, nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Forlì (P.zza Saffi), alle ore 20.30, settimo appuntamento del festival La polis e i suoi demoni, organizzato dal Circolo Acli “Lamberto Valli” Ravaldino-Città in collaborazione con Sadurano Salus, il Comune di Forlì e la Provincia di Forlì-Cesena.

Dopo Kenneth Branagh, Ermanno Olmi e Saverio Costanzo, è ancora il cinema a farla da protagonista, e questa volta con un film di uno dei registi più grandi di sempre: “Come in uno specchio” di Ingmar Bergman.


Premiato con l’Oscar nel 1961 quale miglior film straniero e primo quadro della cosiddetta “trilogia sul silenzio di Dio” che sarebbe poi proseguita con altri capolavori assoluti quali Luci d’inverno e Il silenzio, Come in uno specchio è una delle opere più riuscite e complesse del sommo regista svedese. Il compito dell’intellettuale, lo studio implacabile di quel delirio di molti che è la personalità umana, i gorghi melmosi del cuore, la lacerante nostalgia di Dio e il bisogno di un Assoluto che rischiari e dia un senso alle opere e ai giorni degli uomini: sono soltanto alcuni dei temi affrontati in questo film impressionante, che possiede una potenza artistica e un fascino poetico indicibili.


L’azione si svolge nell’arco di sole ventiquattro ore. In una solitaria isoletta del Mar Baltico quattro persone – David, romanziere di fama internazionale, suo figlio Minus, sua figlia Karin e il di lei marito Martin – stanno trascorrendo le vacanze estive. La vita in comune sull’isola a poco a poco fa emergere tensioni sopite, drammi mai elaborati, demoni mai esorcizzati, ferite immedicabili. David è un uomo che ha sacrificato tutto e tutti per la sua arte: egli è, come lo chiamano i figli, un “poeta senza poesia, un musicista senza musica, un pittore senza quadri”. Ma anche per lui suonerà la mezzanotte, l’ora in cui le maschere cadono dai volti lasciandone scoperta l’oscena nudità. Posto dinanzi al vuoto e all’orrore della sua vita, David capirà che l’unica cosa che veramente conta nella vita è l’amore.


David è un eroe dostoevskijano; potrebbe benissimo essere uno dei protagonisti de I demoni, il romanzo che funge da cantus firmus di tutto il festival: anche lui come Stepan Verchovenskij ha fatto della sua vita una menzogna. La cultura, che avrebbe dovuto condurre lui e gli altri alla libertà, si è trasformata in un gioco brillante ma vacuo, in un “cembalo che tintinna”, come dice san Paolo nella Lettera ai Corinzi dalla quale è tratto il titolo del film.


Come in uno specchio è dunque prima di tutto un atto d’accusa contro un certo modo di intendere la cultura e una ineludibile e insonne interrogazione posta a coloro che, come gli stessi organizzatori del festival La polis e i suoi demoni, fanno cultura.


Al termine della proiezione, l’ormai collaudato team formato da Pietro Caruso e da Andrea Panzavolta discuterà il film.


L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.



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