Cna: ridisegnare le nostre città, il progetto più ripartire

Cna: ridisegnare le nostre città, il progetto più ripartire

Ridisegnare le nostre città, abbattendo i vecchi edifici; interi compartimenti urbani costruiti negli anni del boom edilizio, spesso brutti, mal costruiti e difficilmente ristrutturabili a norma antisismica ed energetica. Si tratta di villette a schiera sparse nelle periferie, casermoni popolari dotati di impianti spesso incoerenti al dimensionamento e al sito ed alimentati con combustibili fossili, con straordinarie emissioni dannose in atmosfera, gruviera di ponti termici ed infiltrazioni umide che nessun cappotto risolverà, oggi abitati da anziani impoveriti o da famiglie numerose di recente immigrazione che, pur essendo proprietari, non hanno possibilità/interesse ad investire per ristrutturare. Le aree e le zone così costruite sono in diversi casi aggrediti dalla malavita e la condizione di abitare la città del tutto insufficiente.

 

CNA Costruzioni ha lanciato nel 2008 il progetto " Ridisegnare ricostruendo", che prevede di abbattere e ricostruire in qualità, utilizzando il bonus del 35% previsto dal Piano Casa. "Secondo la precedente  normativa - spiega Roberto Franchini, presidente di CNA Costruzioni Emilia Romagna-, bisognava restare nella stessa area di sedime, non riuscendo tuttavia  in questo modo a riprogettare sempre in loco in quanto possono scattare i vincoli di altezza e/o la sopraelevazione innesca l'obbligo antisismico. Proprio per questo, lo scorso mese di luglio, ho presentato alla Regione un quesito sul caso concreto che stavo seguendo a Castelvetro, in provincia di Modena. La Regione, nella persona del dottor Giovanni Maria Santangelo, del Servizio programmazione territoriale e negoziata, ha tempestivamente risposto, aggiungendo un nuovo tassello alle opportunità di riqualificazione urbana. Nella risposta, infatti, è stato precisato che le possibilità di ridisegno sono a scelta dei Comuni. In sostanza che la base dell'immobile si può spostare se il Comune di competenza è d'accordo e se, ovviamente, questo non contrasta con altre norme. Questa risposta è essenziale. Infatti, ridisegnando con una base differente un edificio totalmente nuovo, si può ridisegnare più bello, si possono utilizzare gli accorgimenti energetici migliori, come ad esempio l'orientamento solare, si possono utilizzare i criteri anti sismici e spendere meno".

 

Questa risposta, sottolineano i vertici di CNA Costruzioni, consente agli operatori  di essere protagonisti del riidisegno di riqualificazione urbana in accordo con l'Ente locale.  D'altra parte già i primi casi di applicazione del Piano Casa (Titolo III della legge 6/2009, utilizzando lo spostamento dell'area di sedime del precedente immobile, hanno consentito la progettazione degli ampliamenti per costruire residenze più belle, a risparmio energetico ed in piena sicurezza antisismica.

 

"L'ambizione del nostro progetto - conclude Franchini - è dedicato ai comparti urbani energivori, non efficacemente ristrutturabili utilizzando le tecnologie oggi sul mercato. L'ambizione è di evitare operazioni speculative e l'espulsione di piccoli proprietari ed operatori economici a fronte dell'impennarsi della rendita fondiaria: la collaborazione tra Comuni e piccoli proprietari può rendere concreto il ridisegno urbano, creare valore per le nostre città senza elevati investimenti pubblici, sostituendo divieti e penalizzazioni con regole verificate per investire in reciproche opportunità. Inoltre, non va dimenticato che il contenimento energetico dei fabbricati esistenti è essenziale per ottemperare a quanto previsto dal protocollo di Kioto, pena enormi sanzioni, considerato che l'emissione di emissione di CO2 totale, è generata per il 40% da queste costruzioni".

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