Collina faentina, il 2010 si apre con i nuovi tagli del Governo

Collina faentina, il 2010 si apre con i nuovi tagli del Governo

Collina faentina, il 2010 si apre con i nuovi tagli del Governo

Il 2010 si apre all'insegna dei tagli governativi. Con l'approvazione della finanziaria 2010, con l'alibi della riduzione dei costi della politica e della spesa pubblica, viene, infatti, azzerato il fondo nazionale per la montagna ed è prevista la cessazione del concorso dello Stato al finanziamento delle Comunità montane. Vengono poi classificati nuovamente i comuni montani definendo tali solamente quelli aventi il 75% del proprio territorio oltre i 600 metri sul livello del mare.

 

A questi viene attribuito solo il 30% delle risorse sottratte al fondo ordinario finora destinato alle Comunità Montane. Questa classificazione basata unicamente su un criterio altimetrico, non tiene in alcun conto delle condizioni territoriali, sociali ed economiche e cancella in un colpo solo gran parte dei comuni montani.

 

Per il presidente dell'ente fognanese, Emma Ponzi "il primo effetto di questo provvedimento è la riduzione delle risorse per le amministrazioni, nel caso della nostra unione si tratta di 46.000 euro di contributo nella parte corrente che vanno ad aggiungersi ai 130.000 già tagliati lo scorso anno, oltre a una quota di investimenti pari a circa 100.000 per anno. E non si prenda - ci tiene a sottolineare il presidente - a pretesto la riduzione dei costi della politica: già lo scorso anno la nostra regione ha dimezzato il numero delle Comunità Montane, ha definito la trasformazione in Unione di alcune, fra cui la nostra, con l'azzeramento dei costi degli amministratori". Ed ancora "questi ulteriori tagli ai finanziamenti andranno ora ad incidere direttamente sulla possibilità di garantire servizi ai cittadini, taglieranno la possibilità di realizzare nuovi investimenti ed interventi per i territori montani. Più semplicemente, vengono tagliati finanziamenti che fino allo scorso anno venivano spesi direttamente sul territorio, a favore dei nostri cittadini e delle nostre imprese".

 

Una situazione che per gli amministratori collinari "farà calare anche le risorse per le imprese agricole e per le attività turistiche, scompariranno le agevolazioni di cui godono i privati e si ridurranno le opportunità di accesso ai fondi europei per le imprese localizzate nei territori fino ad adesso considerati montani. Da tanto tempo aspettiamo una vera riforma federalista - dichiara la Ponzi. Purtroppo però questa finanziaria, con i tagli indiscriminati alla montagna, non solo concentra le risorse a Roma e mette in serie difficoltà il sistema di governo del territorio, ma  disconosce anche qualsiasi tipo di perequazione a favore dei territori disagiati e quindi più difficili da gestire. Assistiamo ad un'azione di governo che da un lato ha fatto del federalismo la propria bandiera per poi continuare con una politica centralista, fatta di populismo e facile demagogia di tagli di costi alla politica, tagliando fondi solo negli enti locali periferici, dove la politica è quasi volontariato".

 

Agire sulla periferia e sugli enti locali minori sembra essere il modo più semplice per fare cassa. "Avevano promesso tagli ai costi della politica, ma nell'ultimo anno il numero dei ministeri è aumentato e si è parlato di sprechi solo rivolgendosi alla periferia, riducendo gli spazi di partecipazione e democrazia. Per il governo è certamente più vantaggioso continuare a finanziare i colossali disavanzi delle grandi città, mantenere ministeri il cui lavoro è assolutamente sconosciuto alla maggioranza degli italiani, piuttosto che mettere gli enti locali in condizione di intervenire a sostegno dei propri cittadini e dei propri territori. Dobbiamo - si chiede polemicamente la Ponzi -aspettare di essere al centro dell'attenzione e vedere riconosciute le nostre fragilità solo quando succedono eventi catastrofici?"

 

 

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