Come abbattere la nube di smog sulla Romagna? Misure per 300 milioni

Approvato in Consiglio Regionale il Pair 2020 (Piano Aria integrato regionale) con il sì di Pd, Si e Misto-Mdp; astenuti Ln e M5s, Fi e Fdi-An

Approvato in Consiglio Regionale il Pair 2020 (Piano Aria integrato regionale) con il sì di Pd, Si e Misto-Mdp; astenuti Ln e M5s, Fi e Fdi-An. Il Piano, che parte "da un lungo percorso avviato grazie al confronto con il territorio", rimarca Enrico Campedelli (Pd), relatore di maggioranza, prevede trecento milioni di euro di investimenti che verranno spesi in 94 azioni, divise in otto categorie diverse a seconda degli ambiti di intervento (11 per le città, 23 sui trasporti, 30 per l’energia, 8 per le attività produttive, 11 per l’agricoltura, 2 per acquisti verdi, 5 per monitoraggio e 4 per informazione). Campedelli in Aula mostra un'immagine satellitare dell’Emilia-Romagna avvolta da una nube di smog per sottolineare che "esiste un legame tra inquinamento dell’atmosfera e salute dei cittadini: ogni nostra azione non può prescindere da questa immagine. Con il Pair, abbiamo seguito una linea mediana che tenesse insieme salute-ambiente e sviluppo".

Secondo la Lega Nord le risorse non sono però sufficienti a raggiungere questi risultati come ribadisce Massimiliano Pompignoli (Ln), relatore di minoranza del progetto di legge. “E’ un piano che deve essere coordinato con le altre regioni, Piemonte, Lombardia e Veneto, perché riguarda l’intero bacino padano e l’Emilia-Romagna è l’ultima ad approvarlo”, ricorda inoltre il consigliere. Perplessità sul Pair anche dal Movimento 5 Stelle che ha presentato 33 emendamenti che sono stati respinti in Aula. Per Gianluca Sassi (M5s) “il Pair è essenzialmente un piano che si appoggia su altri piani. Per questo non è molto coraggioso” secondo il consigliere che punta il dito sul fatto che l’inquinamento dell’aria sia soprattutto una questione sanitaria oltre che ambientale. Anche Andrea Bertani (M5s) si è mostrato scettico sulla reale capacità di rendere efficaci tutte le azioni previste dal Piano– a partire dalla verificabilità e monitoraggio di interventi di blocco del traffico e controllo del riscaldamento. “Siamo i capofila del bacino padano”, interviene a difesa del Piano l’assessore all'ambiente Paola Gazzolo “il Pair è un piano coraggioso che proprio nella sua integrazione con altri piani darà conto degli obiettivi sfidanti che si è posto”. Silvia Prodi (Misto-Mdp) ha invece sottolineato la necessità di incentivare ulteriormente il Tpl e uso di mezzi ibridi. Respinti anche i 16 emendamenti proposti da Fratelli d'Italia-An. Secondo Tommaso Foti (Fdi-An) il Pair ad oggi non avrebbe senso perché le misure intraprese dalle altre tre regioni nel tavolo del bacino padano non sono uguali, anzi sono meno restrittive pur affrontando lo stesso problema.

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Inoltre, sottolinea il consigliere, per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, bisognerebbe trovare misure alternative al sistema del trasporto su gomma. "Il Pair prevede una politica troppo attiva nelle città per quanto riguarda il blocco del traffico, mentre sulle autostrade è decisamente passiva". In Aula sono stati approvati anche tre ordini del giorno. Il primo firmato da Pd, Fdi, Si e Misto-Mdp che chiede che la questione aria del bacino padano "mantenga una valenza statale visto che l’area coinvolge le regioni maggiormente produttive di tutto il paese (circa il 49% di tutto il Pil). Il secondo, firmato da Pd, Fdi-An e Ln, chiede di attivare anche in viale Aldo Moro un progetto pilota (che prevede illuminazione led, pannelli fotovoltaici, migliore gestione della climatizzazione) per “fare in questa sede quello che noi stessi legiferiamo”, ricorda Marco Pettazzoni (Ln), tra i firmatari. Il terzo della Lega Nord a firma Massimilano Pompignoli e Daniele Marchetti chiede allo Stato di destinare più risorse per l’area padana, “altrimenti rischiamo di attuare solo mezze misure”, sottolinea Marchetti, che chiede allo Stato di sollecitare anche politiche ad hoc per la tutela della salute e dell’ambiente. Approvata infine anche la risoluzione del Carroccio per stabilire una tabella di certificazione ambientale dei generatori di calore a biomassa legnosa basata sull’introduzione di cinque classi di qualità ambientale. “E’ importante capire quanto le misure di riscaldamento impattano sulla qualità dell’aria anche per orientarci con le politiche da attuare”, sottolinea Stefano Bargi, tra i firmatari della risoluzione.

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