Commercio, calano le vendite ma resta la fiducia tra i consumatori

Commercio, calano le vendite ma resta la fiducia tra i consumatori

Commercio, calano le vendite ma resta la fiducia tra i consumatori

BOLOGNA - Nel quarto trimestre del 2008 gli esercizi commerciali dell'Emilia-Romagna hanno registrato un decremento delle vendite pari all'1,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in linea con il resto d'Italia. È quanto emerge dall'indagine congiunturale condotta da Unioncamere Emilia-Romagna in collaborazione con Confcommercio Emilia-Romagna su un campione di oltre 500 imprese operanti nel settore del commercio al dettaglio.

 

Un andamento non brillante, ma che va ridimensionato in base al dato annuale: l'andamento delle vendite nell'arco dell'anno si attesta infatti al -0,7 per cento, un valore ancora significativamente migliore del -2,5 % della media Italiana. E se per la prima volta anche la grande distribuzione mostra qualche segnale di difficoltà, non vanno tuttavia trascurati i segnali di fiducia mostrati nei primi mesi del 2009 dai consumatori, da leggere in una prospettiva di rilancio dei consumi.

 

Secondo il Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Andrea Zanlari, "analogamente a quanto riscontrato per il settore industriale, anche per il commercio al dettaglio il 2008 si chiude con il segno meno; per la prima volta anche la grande distribuzione mostra segnali di sofferenza, a dimostrazione che la crisi sta investendo, pur se con diversa intensità, le imprese di ogni dimensione e tipologia di attività. In un quadro tendenzialmente negativo per il settore, occorre tuttavia evidenziare come le performances dell'Emilia Romagna per il 2008 risultino ancora migliori rispetto alla media italiana, a dimostrazione della presenza di un tessuto imprenditoriale forte e combattivo, anche nelle difficoltà, che va sostenuto e stimolato attraverso adeguati interventi di sistema".

 

Secondo il Presidente della Confcommercio Emilia-Romagna, Ugo Margini "nella lettura del dato non devono essere tralasciati i segnali di ottimismo: occorre valutare alcuni elementi che indicano una prospettiva, seppure faticosa, di ripresa. Se infatti la fase critica dei consumi non si è ancora esaurita, come è evidente dai dati del 2008, è anche vero che nei primi mesi del nuovo anno c'è stato un significativo recupero del potere di acquisto, permesso dalla caduta dei prezzi di energia e di alimentari (con un'inflazione al 3,3% in media per il 2008 e all'1,6% a gennaio 2009). Questo si sta riflettendo in un recupero della fiducia delle famiglie (in base a quanto emerge dai dati della rilevazione ISAE su fiducia dei consumatori - febbraio 2009), che speriamo possa presto tradursi in un nuovo stimolo per la crescita dei consumi. Già lo scorso dicembre abbiamo manifestato questa esigenza con la pubblicazione del Manifesto "Più fiducia per ripartire": crediamo che oggi sia necessario ribadire lo spirito di quelle considerazioni, quanto mai attuali. Dal canto loro, le nostre imprese commerciali stanno facendo la loro parte di sacrifici per sostenere la ripresa degli acquisti: va in questa direzione un progetto a cui Confcommercio regionale sta lavorando insieme all'Assessorato al Commercio, che prevede una serie di iniziative concrete per favorire il risparmio e la convenienza degli acquisti negli esercizi commerciali della regione."

 

Il quarto trimestre 2008 Nel quarto trimestre del 2008 gli esercizi commerciali dell'Emilia-Romagna hanno registrato un decremento delle vendite pari all'1,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in linea con il resto d'Italia. È quanto emerge dall'indagine congiunturale condotta da Unioncamere Emilia-Romagna in collaborazione con Confcommercio Emilia-Romagna su un campione di oltre 500 imprese operanti nel settore del commercio al dettaglio.

Tale andamento delle vendite è stato determinato in maggior misura dalle imprese di più piccola dimensione; in particolare quelle da 1 a 9 dipendenti hanno accusato in Emilia-Romagna una diminuzione tendenziale del 3,3 per cento e quelle con un numero di addetti compreso tra 10 e 19 hanno registrato un calo del 2,2 per cento. Anche la grande distribuzione, che in passato aveva spesso "nascosto" le diminuzioni delle dimensioni piccola e media, ha di fatto segnato il passo, facendo registrare un incremento pari ad appena lo 0,3 per cento.

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Tra i settori di attività la sofferenza maggiore è venuta dal commercio dei prodotti non alimentari, che ha accusato una flessione del 2,4 per cento, con una punta del 3,5 per cento relativamente ai prodotti dell'abbigliamento. Coerentemente con quanto visto in merito alla frenata della grande distribuzione, ipermercati, supermercati e grandi magazzini hanno accresciuto le proprie vendite di appena lo 0,3 per cento rispetto al quarto trimestre del 2007. Per quanto concerne la localizzazione dei punti di vendita, la diminuzione tendenziale più elevata ha interessato le imprese ubicate nei comuni diversi da quelli a vocazione turistica (-3,0 per cento). Nei comuni turistici c'è stato un calo del 2,5 per cento. Andamento analogo (-0,5 per cento) ha riguardato le imprese plurilocalizzate, in gran parte caratterizzate dalla grande distribuzione. 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -