Commissariamento Carim, San Marino: "C'entriamo solo per un terzo"

Commissariamento Carim, San Marino: "C'entriamo solo per un terzo"

Commissariamento Carim, San Marino: "C'entriamo solo per un terzo"

SAN MARINO - "San Marino c'entra al massimo per un terzo" con il commissariamento della Cassa di risparmio di Rimini (Carim). Il segretario di Stato per le Finanze, Pasquale Valentini, incontrando la stampa al termine della riunione del Congresso di Stato, non nega che la vicenda abbia dei contorni importanti per la Repubblica, ma getta acqua sul fuoco, chiedendo di "stare alle ragioni addotte da Banca d'Italia" per il provvedimento.

 

Dunque, oltre alle "gravi inadempienze nell'esercizio dell'attivita' di direzione e coordinamento del

gruppo bancario, con particolare riferimento alla controllata Credito industriale sammarinese", le "gravi irregolarita' nell'amministrazione e violazioni normative" e le "gravi perdite patrimoniali".

Inoltre, precisa l'inquilino di Palazzo Begni, "e' stata data una informazione non corretta dicendo che non partecipiamo alle direttive sullo scambio di informazioni". E infatti una circolare della Banca centrale di San Marino del 2007 stabiliva che la capogruppo poteva accedere alle informazioni di una partecipata o per via telematica o intervenendo direttamente.

 

E proprio per il Cis era stata garantita questa seconda possibilita'. Eppure sembra proprio che durante i controlli di Bankitalia sulla Carim, iniziati a gennaio e finiti a giugno, queste informazioni non siano arrivate a chi le richiedeva. Comunque sia, tira diritto Valentini, "sostenere che il Titano

non applica gli standard internazionali sulla trasparenza non e' corretto". Piuttosto, "se l'Italia non sottoscrive gli accordi non si puo' poi incolpare San Marino quando sorgono dei problemi.

Noi vogliamo collaborare, non siamo certo noi a frenare in questo senso". (Dire)

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