CONSELICE - Biomasse, Guerra (Verdi): ''Progetti vanno esposti in maniera intelligente''

CONSELICE - Biomasse, Guerra (Verdi): ''Progetti vanno esposti in maniera intelligente''

BOLOGNA - “La biomassa è una fonte energetica rinnovabile e va appoggiata e sostenuta. I progetti però devono essere fatti e proposti in maniera intelligente. Altrimenti, come constatiamo in questo caso, finiamo per sollevare il malcontento delle popolazioni interessate anche se facciamo cose che in via di principio possono essere virtuose”.


Come ha spiegato ieri mattina all’assemblea regionale nel corso della discussione sul progetto di centrale a biomassa Unigrà di Conselice, secondo la capogruppo dei Verdi Daniela Guerra, “quella che è mancata è stata la coerenza della politica in un settore, come l’energia, in cui la coerenza rappresenta una dote di particolare importanza”.


“La biomassa intelligente è quella che garantisce un bilancio di emissioni di CO2 almeno in pareggio, vale a dire che è alimentata dalle coltivazioni di un territorio di pertinenza di 40 chilometri. Nel caso della centrale di Conselice l’olio di palma che verrà impiegato per far funzionare la centrale da 49 megawatt sarà in massima parte di provenienza asiatica. Avrà quindi una forte ricaduta sul bilancio ambientale complessivo avendo inoltre un impatto ecologico e sociale disastroso su quell’area, dove per piantare le palme si distruggono le foreste e dove le piantagioni non sono certo in mano alle popolazioni locali”.


Come sottolinea ancora Guerra, anche nel metodo il modo di operare della giunta ha lasciato molto a desiderare. “L’interrogazione a cui ha risposto oggi l’assessore Zanichelli porta la data del marzo 2006 e venne da me depositata appena fu presentato il progetto di Unigrà. A distanza di un anno e tre mesi, e dopo numerosi solleciti, la questione giunge in aula quando è già stata fatta la Valutazione di impatto ambientale e quando è già tutto deciso”.


Discutibile, secondo la capogruppo dei Verdi, anche la mitigazione ambientale prevista attraverso la costruzione di una bretellina ferroviaria che consente il collegamento tra il porto di Ravenna, dove sarà sbarcato l’olio di palma e lo stabilimento. “Ravenna è una delle poche Province che ha approntato un Piano di risanamento della qualità dell’aria. Dato che la costruzione della centrale non avrebbe consentito il rispetto delle emissioni di inquinanti previste da suddetto Piano ci si è inventati la bretellina. Che oggi non c’è, anche se viene già conteggiata nel bilancio delle emissioni, e che chissà quando ci sarà e soprattutto se e quando entrerà in funzione.

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Questo progetto è vissuto dai cittadini come l’ennesima scelta calata dall’alto e ad esclusivo beneficio di un operatore che così riesce a prelevare una grossa quota del Cip6. La Regione avrebbe dovuto dire un “no” politico, e questo anche se ci sono le autorizzazioni tecniche”.


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