Coppie di fatto, i gay contro Caffarra: "Ingerenza irrituale"

Coppie di fatto, i gay contro Caffarra: "Ingerenza irrituale"

Coppie di fatto, i gay contro Caffarra: "Ingerenza irrituale"

Le parole pronunciate dal cardinale Caffarra sulla norma che introduce i ‘Dico' contenuta nella finanziaria della Regione, fanno andare su tutte le furie la comunità gay emiliano-romagnola. "Non puo' che sconcertare l'iniziativa dell'Arcivescovo di Bologna che sceglie di esporsi in un irrituale pressing pubblico sulla Finanziaria regionale per impedire l'allargamento dell'accesso ai servizi anche alle coppie conviventi, eterosessuali ed omosessuali", dichiara il presidente del Comitato Arcigay "Il Cassero", Emiliano Zaino.

 

L'accusa rivolta al cardinale è quella di diffondere  "dall'alto del suo pulpito sceglie inesattezze e di far apparire come uno scempio quello che il resto del mondo chiama pari opportunita'". Soprattutto per Zaino, Caffarra "rimarca con le sue parole una distanza tra questa Chiesa e il modello di democrazia che l'Europa si e' posta: e nella Regione in cui la democrazia e' stata conquistata con il sangue certe prese di distanza viene spontaneo guardarle con sospetto".

 

Carlo Santacroce, presidente dell'associazione '3D- Democratici per pari diritti e dignita' di lesbiche, gay, bisessuali e trans', esprime "stupore e preoccupazione" dato che "la Giunta Regionale non ha fatto altro che sancire che la Regione, nell'accesso a tutti i servizi debba attenersi ai principi anti-discriminatori sanciti dalla Costituzione e da tutti i trattati internazionali, a partire dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, proclamata a Nizza quasi nove anni esatti fa".

 

Insomma, taglia corto Santacroce, "l'impegno a superare le discriminazioni nei confronti di tutti quelli che vengono definiti 'diversi'" va letto "come un passo avanti e crediamo che per questo non si possa che ringraziare il presidente Vasco Errani".

 

Contro Caffarra si scaglia anche Franco Grillini (Gaynet) indicato dall'Idv come capolista a Bologna per le prossime regionali: "Evidentemente il Cardinale e' del tutto privo del senso del ridicolo se arriva a dire che e' sufficiente garantire a tutti (sposati o no) l'accesso ai servizi e al welfare per causare 'un effetto devastante sul nostro tessuto sociale' nonche' 'un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza'. Per non parlare poi dell'invito, francamente illegittimo, a non rispettare la legge in caso di approvazione".

 

Grillini invita Caffarra a "rileggersi il concordato del 1984 che vieta esplicitamente di intromettersi negli affari dello Stato. La pretesa quindi di discriminare la maggioranza dei cittadini emiliani oltre che palese violazione del principio costituzionale d'uguaglianza e' anche una palese violazione dei trattati Stato-Chiesa".

E' furibondo, invece, Maurizio Cecconi, portavoce della Rete laica Bologna: "Caffarra dimostra di non riconoscere come famiglie tutte le coppie di fatto, eterosessuali ed omosessuali, che vivono assieme da anni, che condividono le gioie e le fatiche di un progetto di vita in comune, comprensivo anche di figli".

 

Per questo, continua, "riteniamo gravissima la minaccia eversiva di Caffarra" che definisce i Dico una di quelle "leggi gravemente ingiuste che non meritano di essere rispettate". Al Cardinale Cecconi ricorda che "le Istituzioni delle Stato italiano non possono farsi dettare cio' che e' giusto o ingiusto approvare dalle gerarchie di uno stato straniero, il Vaticano" e dicendo che "questa ennesima invasione di campo non deve passare sotto silenzio", invita le Istituzioni emiliano-romagnole a  sospendere "i finanziamenti alla Chiesa Cattolica".

 

Critici infine i Radicali: "Cio' che intende fare la Curia e' solo una battaglia per spingere il Consiglio regionale a rivedere questo articolo. Ci auguriamo che le istituzioni  regionali sappiano difendere le loro competenze costituzionali rivendicando la piena autonomia da considerazioni che esulano dalla ragione pubblica e che fanno riferimento al credo di una sola parte della societa'".

 

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