Telefonia e pay tv, quanti problemi: 2,85 milioni di euro restituiti a cittadini e imprese

La provincia di Forlì-Cesena è terza in Emilia-Romagna per numero di richieste pervenute: le istanze nel 2014 sono state 693, l’11,4% del totale, registrando una leggera crescita rispetto ai dodici mesi precedenti, quando il loro numero si era fermato a 657

Più di 6 mila conciliazioni, in aumento del 27,8% rispetto all’anno precedente, per un totale di 2.850.000 euro restituiti a cittadini e imprese, grazie a un 83% di istanze concluse positivamente: si dimostra sempre più conosciuto, e utilizzato, il servizio - totalmente gratuito - del Comitato regionale delle comunicazioni per la risoluzione amichevole delle controversie tra cittadini e operatori del comparto delle telecomunicazioni (telefonia mobile e fissa, web, pay-tv).

La provincia di Forlì-Cesena è terza in Emilia-Romagna per numero di richieste pervenute: le istanze nel 2014 sono state 693, l’11,4% del totale, registrando una leggera crescita rispetto ai dodici mesi precedenti, quando il loro numero si era fermato a 657. Dalla provincia di Ravenna sono giunte in totale 503 istanze nel 2014, l’8,28% di tutte quelle inoltrate in Emilia-Romagna: nel 2013 erano state 462. Rimini è insieme a Forlì-Cesena la prima provincia dove il Corecom ha attivato un servizio di videoconferenza per le conciliazioni: una scelta che ha portato risultati, dal momento che le istanze sono aumentate del 13%  in un anno, passando dalle 299 del 2013 alle 338 del 2014, dato pari al 5,56% del totale regionale.

Si tratta di cifre ancora più significative alla luce delle “azioni a monte per abbattere il numero di contestazioni”, si legge nella relazione sull’attività nel 2014 del Corecom, presieduto da Giovanna Cosenza, come avvenuto ad esempio “in occasione degli eventi eccezionali di maltempo, quando abbiamo costantemente monitorato le situazioni di maggiore criticità incalzando interventi e anticipando risoluzioni di controversie”, soprattutto sui servizi telefonici. L’importo medio delle conciliazioni a favore degli utenti è stato di 341 euro, quello massimo di 20 mila.

“Il Corecom - ha affermato la presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera - è un esempio concreto di quando la pubblica amministrazione non rende difficile la vita ai cittadini, anzi la facilita. Il Comitato è uno degli organismi di garanzia con cui sempre di più vogliamo diventare l’Assemblea dei diritti. Vogliamo far conoscere questa attività, così come quella del Difensore civico: e anche le aziende- ha concluso la presidente dell’Assemblea legislativa- iniziano a utilizzare i nostri istituti per risolvere i contenziosi attraverso la conciliazione invece di passare per le vie legali: è senza dubbio una soluzione più veloce e, ovviamente, più economica”

“Il Comitato fornisce un servizio virtuoso - ha spiegato Cosenza- che restituisce ai cittadini molto più di quanto costa, se paragoniamo il costo della struttura, inferiore al milione di euro, ai 2,8 milioni tornati a cittadini e imprese nel 2014. E sono aumentate le richieste perché, evidentemente, i cittadini colgono sempre di più questa opportunità. L’importo medio delle restituzioni, relativamente basso- ha poi sottolineato la presidente del Corecom- è la prova che, in maniera gratuita, ci occupiamo dei piccoli grandi problemi delle famiglie”.

I numeri - Sono appunto i numeri a parlare di una attività in crescita: nel 2014, le conciliazioni sono arrivate a 6.078, +27,8% rispetto al 2013, quando erano state 4.757; i rimborsi ammontano a 2.850.000, +21,8% a fronte dei 2.300.000 dell’anno precedente; le procedure d’urgenza per riattivare le linee sono state 790 rispetto alle 613 dei dodici mesi prima, in crescita di quasi un terzo. Cresce anche l’efficacia dell’attività del Corecom: nel 2014, l’83,12% delle istanze si è concluso positivamente, mentre nel 2013 tra accordi totali e parziali o estinzioni del contendere ci si fermò al 72%. A contribuire a questo aumento complessivo anche alcune misure di semplificazione, come la firma elettronica e il servizio di videoconferenza per i cittadini della province di Rimini e Forlì-Cesena, che ora verrà replicato anche “per l’Emilia occidentale, individuando a Parma o Piacenza una nuova sede di videoconferenza”.

Le cause - All’origine della grande maggioranza delle controversie ci sono stati problemi riscontrati nelle fatturazioni: 2.440 casi, pari al 40,14%. A seguire, malfunzionamenti-disservizi (799 casi, 13,15%), poi portabilità del numero fisso (532, 8,75%), recesso (571, 9,39%), trasparenza (485, 7,98%), disattivazioni (380, 6,25%), sospensioni-interruzioni amministrative (266, 4,38%), attivazioni (189, 3,11%), ritardi (184, 3,03%), portabilità del numero mobile (96, 1,58%), altro (85, 1,40%), credito residuo (42, 0,69%), numerazioni speciali (9, 0,15%).

Le province - Anche nel 2014, la provincia di Bologna ha registrato la percentuale più elevata di istanze pervenute: sono state 2.118, il 34,85% del totale, rispetto alle 1.716 nel 2013. Seguono la province di Modena (1.041 istanze, 17,13% a livello regionale, più del doppio rispetto alle 520 dell’anno precedente) e Forlì-Cesena con l’11,40% (693 richieste rispetto alle 657 dei dodici mesi prima). A seguire, Ravenna (503 istanze, 8,28%, erano state 462 nel 2013), Reggio Emilia (464, 7,63%, un anno prima se ne contavano 289), Parma (361, 5,94%, in lieve crescita rispetto ai 345 della precedente relazione), Rimini (338 istanze, 5,56%, erano 299 nel 2013), Ferrara (5,02%, con 305 istanze a fronte di 297) e Piacenza, che pure ha registrato una crescita passando da 90 a 137 richieste (2,25%).

Le aziende - Vodafone è stato l’operatore per cui sono state inoltrate al Corecom più istanze di conciliazione: 1.191, il 19,6% del totale, mentre nel 2013 erano state 989. Telecom Italia, al secondo posto, è arrivata a 1.168 (19,22%), a fronte delle 915 dell’anno precedente. Cresce Wind, passata dal 10% al 15,43% in seguito a un quasi raddoppio delle istanze (da 499 a 938). Fastweb è salita da 599 a 794 richieste (13,06% del totale), H3G da 552 a 711 (11,7%). Si riduce invece la quantità di contenziosi che riguarda le pay-tv: Sky era stata chiamata in causa da 121 cittadini nel 2013, mentre sono stati 90 nel 2014, e anche Mediaset è scesa da 49 a 41 istanze.

La percentuale delle istanze presentate direttamente dagli utenti è risultata del 38,09% del totale, circa 2 punti in meno rispetto all’anno precedente. Seguono le istanze presentate dalle associazioni di consumatori, il 32,71%. In diminuzione le istanze presentate dagli studi legali, che dal 19,56% sono passate al 17,46%, nonché la percentuale di istanze presentate da “terzi” (liberi professionisti, diversi dagli avvocati), che dal 7,29% nel 2013 sono passate al 4,06% nel 2014. Le istanze presentate dai gestori telefonici (1,66%) risultano invece in notevole aumento rispetto all’anno precedente (0,46%): un dato di rilievo, in quanto mostra come la promozione dei tentativi di conciliazione da parte dei gestori, poco esercitata negli anni passati, stia prendendo sempre più piede.

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Come contattare il Corecom - Per le controversie con i gestori di telefonia e le pay-tv, si può in ogni momento accedere all’apposita sezione nel sito https://www.assemblea.emr.it/corecom. Esiste poi il numero verde 800 967701, disponibile nei giorni di lunedì, mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 12.30. Quanto al ricevimento pubblico: per le conciliazioni: tutti i martedì mattina (dalle 9.30 alle 12.30) e tutti i giovedì pomeriggio (dalle 14 alle 16) - (Viale Aldo Moro, 44 – 9^ piano - Bologna); per le definizioni: il primo e il terzo venerdì del mese dalle 10 alle 11.30 (Viale Aldo Moro, 44 – 10^ piano - Bologna).

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