Corteo a Rosarno dopo gli scontri, ''città non è xenofoba"

Corteo a Rosarno dopo gli scontri, ''città non è xenofoba"

ROSARNO (Reggio Calabria) - I cittadini di Rosarno sono scesi in piazza lunedì pomeriggio per salvaguardare l'immagine della città calabrese, intenzionata a non passare per "xenofoba, mafiosa e razzista" come ha evidenziato il comitato spontaneo dei cittadini che ha promosso il corteo. In testa al corteo i manifestati hanno steso uno striscione con la scritta "Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai mass media, 20 anni di convivenza non sono razzismo".

 

Mentre prosegue la demolizione delle strutture occupate, fino a sabato scorso, da centinaia di immigrati africani impiegati come braccianti agricoli nelle campagne nella zona, si è tenuto a Palmi il vertice delle forze dell'ordine convocato dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Il magistrato ha acquisto gli elementi raccolti da Polizia e Carabinieri sui disordini dei giorni scorsi.

 

All'attenzione degli inquirenti, in particolare, la dinamica degli eventi e le possibili infiltrazioni nella criminalità locale, alla luce soprattutto dell'arresto di una persona legata ad un clan della zona, durante gli scontri fra immigrati e forze di polizia. Gli investigatori ipotizzano che i disordini siano stati pianificati dalla criminalità per spostare l'attenzione dalla bomba fatta esplodere lo scorso 3 gennaio davanti alla Procura di Reggio Calabria, probabilmente segnale contro l'arresto di latitanti e contro i recenti sequestri di beni della 'Ndrangheta.

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