Cresce il valore dell'export a Forlì-Cesena: + 5,3%

Cresce il valore dell'export a Forlì-Cesena: + 5,3%

Cresce il valore dell'export a Forlì-Cesena: + 5,3%

L'internazionalizzazione delle imprese della provincia di Forlì-Cesena  è uno dei pochi segnali positivi all'orizzonte, a fronte della crisi nazionale. Confindustria Forlì-Cesena ha organizzato il "Forum d'Impresa per l'Internazionalizzazione", al quale, giovedì 23 ottobre hanno partecipato 130 aziende del territorio. Il valore dell'export 2007 della provincia di Forlì-Cesena verso il mondo è pari a 2.960.292.581 euro. Rispetto al 2006 il dato è in crescita del + 5,3%.

 

Il Forum è stato organizzato grazie anche al supporto finanziario di Main Sponsor e Sponsor, per offrire l'opportunità di un approfondimento su casi aziendali di successo, basati su una gestione strutturata e strategica dell'operatività sui mercati esteri.

 

L'evento si è tenuto giovedì 23 ottobre, a partire dalle ore 17,00, nella sede di Enav Academy a Forlì, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Vicepresidente di Technogym Pierluigi Alessandri e dell'Amministratore Delegato di Soilmec e Drillmec (Gruppo Trevi) Simone Trevisani.

 

I tassi di crescita annui sono stati dell'11% in Emilia-Romagna e dell'8% in Italia. La parte più consistente delle esportazioni provinciali è rappresentata principalmente da "macchine ed apparecchi meccanici", che costituisce il 26,8% del totale export; seguono i "metalli e prodotti in metallo", per una quota del 11,2%. L'import registra invece nel 2007 una riduzione del 7,4% rispetto all'anno passato, con un valore assoluto di 1.421.107.018 euro; i prodotti alimentari incidono per il 19,6% sul totale delle importazioni, seguono macchine e apparecchi meccanici (13,6%). I dati relativi al primo semestre del 2008, a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, registrano un valore di export della Provincia verso il mondo del + 6% e un valore di import del + 10,9%. I dati inerenti l'Emilia-Romagna sono rispettivamente del +9,2% e del +5,2%; quelli relativi all'Italia del + 5,9% e del + 5,6%.

 

 

L'incontro, studiato per analizzare l'internazionalizzazione delle imprese provinciali, uno degli obiettivi che da anni Confindustria Forlì-Cesena persegue, si è aperto con l'intervento di Vincenzo Colonna, Vicepresidente con Delega per l'Internazionalizzazione e i saluti di Tiziano Alessandrini, presidente Camera di Commercio di Forlì-Cesena e Roberto Ferrari, direttore Enav Academy. In particolare Colonna ha presentato le attività svolte negli ultimi anni dal Gruppo di Lavoro per l'Internazionalizzazione di Confindustria, con il supporto della Fondazione e Cassa dei Risparmi di Forlì e della Camera di Commercio, tra cui il servizio di ricerca partner esteri (agenti, distributori, ecc.), il manuale "I Mercati Esteri in Tasca", la guida "L'origine preferenziale e non preferenziale delle merci", la "Giornata Paese sull'Iran" e l'indagine sul livello di internazionalizzazione delle imprese del territorio.

 

Proprio quest'ultima, realizzata tra giugno e luglio 2008, ha evidenziato che i  Paesi  di  punta  per i  prossimi  tre anni saranno Stati Uniti e Cina (27,6%), Germania (23,5%) e Francia (15,3%). Le principali difficoltà incontrate sono state i vincoli legislativi e burocratici (25,5%) e la scarsa conoscenza dei mercati esteri (21,4%). Enti utilizzati per sviluppo attività estere: Sistema Camerale (39,8%), Sistema Confindustria (34,7%), ICE (30,6%) e Banche (20,4%);

Giudizio Espresso: Sistema Confindustria (Positivo nel 97,1%), Banche (Positivo nel 95%), Sistema Camerale (Positivo nel 94,9%). Servizi più importanti per creazione business: Ricerca partner esteri e analisi di mercato (63,3%) e organizzazione di missioni all'estero e partecipazione a fiere (37,8%).

 

"Occorre invitare le imprese - ha affermato Colonna - ad affrontare l'internazionalizzazione nella maniera più strutturata possibile, esortandole a partecipare alle iniziative organizzate dall'Associazione proprio perché quest'ultima può fornire una struttura per muoversi sui mercati esteri che non tutte le aziende potrebbero possedere".

 

Sono poi intervenuti Enzo Rullani, della Venice International University, con la relazione "Dai distretti alle reti: l'internazionalizzazione delle imprese che fa bene al territorio", Pier Franco Rubatto, Direzione Rete Estera Gruppo Intesa Sanpaolo, con l'intervento "La Banca a supporto dell'internazionalizzazione" e Massimiliano Galli, Marketing Program Manager di HP, con "L'Information Technology come facilitatore dei processi di internazionalizzazione delle imprese italiane".

 

"Parlare di export è riduttivo - ha dichiarato Rullani -  perché ci da un'idea soltanto quantitativa della questione, mentre l'internazionalizzazione cambia la qualità del rapporto tra imprese e il modo di entrare in un mercato estero. L'impresa si sta, infatti, affacciando su un mondo nuovo e pertanto deve saper cambiare e non farsi trascinare dalle mode del mercato senza aver prima chiaramente capito dove  vuole arrivare."

 

Sono seguite le testimonianze imprenditoriali moderate da Sebastiano Barisoni, caporedattore News Radio24, il Sole24Ore, da parte di Pierluigi Alessandri, Vicepresidente Technogym Spa, Simone Trevisani, A.D. Soilmec Spa e Drillmec Spa-Gruppo Trevi e Adolfo Caldarelli, Direttore Generale Angelantoni Industrie Spa di Perugia. La tavola rotonda si è svolta attraverso una presentazione dell'azienda da parte del moderatore, mentre venivano proiettate immagini e filmati relativi all'attività dell'impresa, una domanda aperta su come l'azienda intende l'internazionalizzazione e un "giro di tavolo" su quattro tematiche chiave scaturite come prioritarie dall'indagine  sull'internazionalizzazione:in base alla propria esperienza quali sono i Paesi che potrebbero offrire le maggiori opportunità di business nei prossimi tre anni e quali invece potrebbero presentare più difficoltà;quali sono le maggiori difficoltà incontrate nell'operare sui mercati esteri e come sono state superate;qual è il ruolo dei supporter dell'internazionalizzazione e come questi possono contribuire ad assistere le imprese sui mercati esteri; esperienze di internazionalizzazione in chiave "divertente".

 

Al termine degli interventi, è stato dato spazio alle domande della platea con l'obiettivo di portare, da imprenditore ad imprenditore, la propria testimonianza.

 

Grazie proprio alla presenza di casi di successo, fondati su iniziative strutturate realizzate in modo sistematico sui mercati esteri, le aziende presenti, circa 130, hanno avuto l'opportunità di ottenere informazioni "mirate" e approfondimenti riguardo a esperienze imprenditoriali già maturate e utili suggerimenti per evitare gli errori più frequenti. Dalla testimonianze imprenditoriali sono emersi in particolare due elementi significativi: per Technogym "l'assoluta importanza della cultura d'impresa" e per Soilmec "la grande rilevanza del gioco di squadra e dell'unità di intenti".

 

"L'incontro di oggi - ha dichiarato Vincenzo Colonna, Vicepresidente per l'Internazionalizzazione di Confindustria Forlì Cesena - ha avuto lo scopo di far meglio conoscere agli imprenditori le opportunità legate all'internazionalizzazione che rappresenta sicuramente, specie in un momento così difficile per la nostra economia, uno dei pochi segnali positivi all'orizzonte. Occorre sottolineare il carattere estremamente operativo dell'evento, che ha fornito alle imprese presenti la possibilità di parlare direttamente, con referenti qualificati e imprenditori di successo, riguardo ad una nuova definizione degli obiettivi e delle modalità di "fare impresa" che possono essere la chiave di volta per diversificare il rischio di impresa su più aree geografiche o ottenere quelle opportunità di crescita del fatturato che il mercato interno fatica ad offrire."

 

A conclusione dei lavori e per rimanere in linea con i temi affrontati, è stato offerto un aperitivo "multiculturale", con degustazioni di cibi e vini dal mondo, che ha permesso ai numerosi imprenditori presenti di allacciare relazioni d'affari in un clima più disteso. Infine è stato fatto omaggio a tutti i partecipanti di una bussola personalizzata, gadget di valore simbolico in tema di internazionalizzazione, a suggerire che Confindustria si propone come lo strumento per orientarsi sui mercati esteri.

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