Crisi, Cna bacchetta il Governo: "Troppo ritardo, prenda esempio da Regione"

Crisi, Cna bacchetta il Governo: "Troppo ritardo, prenda esempio da Regione"

Crisi, Cna bacchetta il Governo: "Troppo ritardo, prenda esempio da Regione"

La Cna dell'Emilia-Romagna lancia l'allarme crisi e ‘bacchetta' il Governo, reo a suo dire di non essere ancora stato in grad di mettere in campo interventi che consentano alle piccole e medie imprese del territorio di sopravvivere. "La liquidita' delle imprese e' a rischio, per effetto del peggioramento delle condizioni in essere con le banche, e per i ritardi nei pagamenti da parte dei fornitori; la crisi si e' abbattuta su una situazione gia' di sofferenza", fa notare la Cna.

 

Una situazione che sta "creando tra gli imprenditori apprensioni per la tenuta del sistema produttivo, dato che sono proprio le micro e piccole imprese ad essere piu' esposte e vulnerabili nel rapporto con il mercato creditizio".

 

"Se non si vuole mettere in ginocchio il sistema produttivo regionale - mette in guardia l'associazione -, costituito per il 94% da micro, piccole e medie imprese, occore che il Governo non si limiti a dichiarare che prendera' provvedimenti, ma li attui immediatamente".

 

Cna chiede al Governo la "defiscalizzazione dei redditi medio-bassi sia di lavoro che di impresa, la realizzazione del Piano infrastrutturale e l'anticipazione dei finanziamenti alle migliaia di opere pubbliche gia' decise ed inserite nei bilanci delle varie amministrazioni". Per Cna questi provvedimenti rimetterebero in moto i consumi e darebbero fiato al settore delle costruzioni, "colpito dall'alto livello dei costi finanziari sui mutui".

 

Per l'associazione regionale le priorità su cui intervenire sono chiare: "La riduzione dei tempi di pagamento da parte del Pubblico, con la compensazione tra debiti e crediti, il versamento dell'Iva al momento dell'effettivo pagamento della fattura da parte del debitore, la revisione delle tariffe dei premi assicurativi Inail e le misure di tutela delle imprese soggette agli studi di settore".

 

Cna sollecita poi "un intervento fiscale che consenta la deducibilita' integrale degli interessi passivi, relativi a finanziamenti diretti all'acquisizione di beni strumentali". Inoltre "in gioco non c'e' solo il sostegno agli investimenti, ma la stessa sopravvivenza di migliaia di piccole aziende, incalzate dai pagamenti da effettuare ma in difficolta' crescenti per i crediti non riscossi".

 

I dirigenti dell'associazione artigiana riconosce "la tempestivita' con cui la Regione ha attivato il tavolo regionale sul credito e le proposte messe in campo per affrontare questa difficile congiuntura: dal sostegno per i pagamenti di fine anno e delle tredicesime all'intervento per i pagamenti collegati alle aziende in crisi, all'intenzione di monitorare il comportamento delle banche e di rafforzare il ruolo dei Confidi in Emilia Romagna".

 

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Critica pero' il Governo per "il ritardo con il quale si sta muovendo, aggravato dallo scarso, se non inesistente raccordo con le Regioni per coordinare gli interventi ed evitare inutili e costose sovrapposizioni". 

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