Crisi e cassa integrazione, la Uil conferma: "Non si vede la luce in fondo al tunnel"

Crisi e cassa integrazione, la Uil conferma: "Non si vede la luce in fondo al tunnel"

Crisi e cassa integrazione, la Uil conferma: "Non si vede la luce in fondo al tunnel"

E' un quadro pieno di luci e di ombre - anzi sono più le seconde delle prime - quello che emerge dall'analisi sull'andamento della cassa integrazione in Emilia Romagna. Indagine condotta dal Centro studi della Uil sulla base delle informazioni sulla Cig ordinaria, straordinaria o in deroga fornite dall'Inps. «La ripresa c'è, ma è ancora debole. E non è certo quello che auspicavamo», osserva da subito il segretario generale U.R. Uil Emilia-Romagna e Bologna, Gianfranco Martelli.

 

Tabelle alla mano si osserva come «i dati non siano interpretabili in altro modo se non come certificazione del fatto che, a tutt'oggi, ancora non si intravede la fine reale di una crisi  partita già tre anni fa».

 

La riprova di questo trend altalenante della nostra economia la si trova nella stima compiuta dalla Uil sul numero dei lavoratori che hanno fruito o stanno fruendo delle varie tipologie di Casse. Nel marzo di un anno fa, erano 60.004; dodici mesi dopo 44.666. Ciò significa che, nel giro di 365 giorni, 15.338 lavoratori non hanno più goduto di quell'istituto (Tabella 1).

 

Numeri senza dubbio positivi se letti su un arco temporale a lungo termine, ma che non trovano conferma sul breve termine. Focalizzando, infatti, l'attenzione ai due mesi di febbraio-marzo 2011, balza agli occhi come l'iniziale segno negativo si capovolge e diventa più (+28,3% di cui +26,5% per l'ordinaria, -8,2% per la straordinaria). Al punto da far schizzare a +9.857 l'insieme di chi è ricorso alle Cig  (da 34.809 a 44.666).

 

Se poi si restringe il campo e dalla dimensione regionale si scende a quella locale, qui i dati nel complesso sono disomogenei. Con la stragrande maggioranza delle province dove le imprese hanno fatto più ricorso alle Cig (Reggio Emilia +210%; Rimini +120%; Ferrara +142%; Piacenza +55,7%; Bologna +55% e Modena +33%). E una minima parte delle province dove le Cig sono calate: -81,4% a Parma; -43,9% a Ravenna e -26,2% a Forlì.

 

Oltretutto, incalza il segretario generale U.R. Uil Emilia-Romagna e Bologna, Gianfranco Martelli, «è particolarmente forte l'aumento della richiesta della cassa integrazione in deroga: + 86,1%».

 

Insomma, «al di là di alcune dichiarazioni troppo ottimiste di qualche esperto, la ripresa - anzi la ripresina - non sta producendo lavoro. Ed è del tutto evidente che ora è di fondamentale importanza agire in una sola direzione: quella di rilanciare il sistema produttivo con buone politiche tese allo sviluppo del lavoro».

 

Nel complesso, le percentuali «ci confermano come le imprese, dopo la flessione delle ore autorizzate all'inizio del periodo estivo 2010, abbiano ricominciato a chiedere di nuovo la cassa integrazione. Un fenomeno - spiega Martelli - che non va sottovalutato in quanto è rappresentativo di una pericolosa inversione di tendenza. In particolare è proprio l'incremento della cassa in deroga a confermare l'ancora ampia crisi a livello di piccole e medie imprese. Realtà che stentano a intercettare i possibili segnali di ripresa. Lo strumento della cassa integrazione in deroga ha permesso fino ad ora a molte aziende e ai lavoratori di resistere. Senza essere, quindi, espulsi dal sistema produttivo e dal mondo del lavoro.

 

"La cassa in deroga - auspica con forza il segretario generale U.R. Uil Emilia-Romagna e Bologna, Gianfranco Martelli - è fondamentale per tutto il 2011 e anche per il 2012. La Regione Emilia Romagna  al momento ha dichiarato, ma non deliberato, che l'istituto della deroga è finanziato solo fino a giugno 2011. Occorre, dunque, ripartire dall'accordo Stato-Regioni sulla gestione della cassa integrazione in deroga, aggiungendo risorse. Così da mettere la Regione nella condizione di potere programmare compiutamente quel mix di interventi, politiche di sostegno al reddito e di formazione già realizzato nel biennio 2009-2010."

 

"Inoltre vanno fatte scelte politiche mirate allo sviluppo incentivando le imprese che investono anche nel capitale umano. Con risorse che andranno a trovare rapidamente sia dalla lotta all'evasione fiscale che dalla lotto agli sprechi. In questo scenario alquanto complicato, s'inserisce positivamente l'accordo Cgil-Cisl-Uil e associazioni artigiane dell'Emilia Romagna per il ripristino dell'Ente bilaterale regionale - Eber".

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