Crisi: iniziativa dei pensinati per "una regione più solida e solidale"

Crisi: iniziativa dei pensinati per "una regione più solida e solidale"

BOLOGNA - Una firma per rendere l'Emilia-Romagna una regione più solida e solidale. I sindacati dei pensionati, attraverso cinquecentomila cartoline che il prossimo marzo verranno distribuite in diverse iniziative pubbliche sul territorio, chiedono ai cittadini di sostenere l'accordo sugli interventi a sostegno dei redditi e della non autosufficienza, sottoscritto lo scorso 20 gennaio dalle organizzazioni confederali e dalla Regione.

 

"Nel corso degli incontri per il bilancio del 2009 e per gli indirizzi finanziari del biennio 2009-2010 - dicono i segretari regionali dei pensionati Maurizio Fabbri (Spi-Cgil), Franco Andrini (Fnp-Cisl) e Luigi Pieraccini (Uilp-Uil) -, abbiamo chiesto alla Regione di aumentare le risorse per la spesa sociale, di offrire più servizi alle persone e allo stesso tempo di impegnarsi per contenere i prezzi, le tariffe e le rette, in modo da porre un freno all'inflazione e ridare forza al potere d'acquisto delle pensioni. La Regione ha accolto le nostre richieste - continuano i segretari -, chiediamo ora ai cittadini di sostenerci inviando una cartolina al presidente Errani, affinché l'accordo venga integralmente applicato e recepito da tutti i Comuni dell'Emilia-Romagna".

 

A fronte dei tagli alle risorse regionali imposti dalla Finanziaria 2009 e dei rischi di ulteriori interventi peggiorativi per il 2010, l'accordo tra la Regione Emilia-Romagna e i sindacati prevede un rafforzamento delle politiche sociosanitarie e di quelle a sostegno dei redditi, a partire dall'aumento delle risorse destinate al Fondo regionale per la non autosufficienza: per l'assistenza ai non autosufficienti che vivono in regione (di questi circa 110 mila sono anziani), nel 2009 e nel 2010 il Fondo riceverà annualmente 400 milioni di euro, con una crescita del 29% rispetto ai circa 310 milioni di euro del biennio 2007-2008.

 

"Dalla verifica sull'utilizzo territoriale del Fondo nel 2007 e nel 2008 - aggiungono Fabbri, Andrini e Pieraccini - è emerso un significativo aumento delle persone prese in carico dai servizi assistenziali, con oltre 13.000 nuovi beneficiari. Riteniamo inoltre positivi gli interventi per favorire il mantenimento a domicilio delle persone non autosufficienti e per qualificare il lavoro delle assistenti familiari. L'obiettivo è ora regolarizzare 10.000 ‘badanti' per inserirle progressivamente nella rete dei servizi. Rimangono però delle criticità locali e delle differenze nell'accesso ai servizi sociali e sanitari in alcuni territori, criticità che la Regione deve impegnarsi a rimuovere per garantire ovunque gli stessi standard qualitativi".

 

L'accordo con la Regione prevede inoltre importanti azioni a favore delle pensioni e dei redditi più bassi, come il blocco delle rette di degenza nelle case di riposo, l'aumento degli assegni di cura, la tariffa agevolata per il trasporto pubblico integrato su ferro e su gomma, la tariffa sociale per l'acqua e un confronto permanente con i sindacati per il contenimento dei prezzi.

 

"Vogliamo che venga rispettato nei tempi e nei modi quanto abbiamo ottenuto con l'accordo - dicono i segretari dei pensionati Fabbri, Andrini e Pieraccini -. Con le cartoline invitiamo i cittadini a scrivere al presidente della Regione in modo che l'intesa possa essere estesa a tutti i Comuni e siano rafforzate le politiche di equità a sostegno dei redditi, sviluppando il Piano regionale per le pensione anziane (Par)".

 

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Non manca, infine, una forte critica  al Governo, "che deve ancora dare risposte alle nostre richieste - spiegano i segretari di Spi, Fnp e Uilp dell'Emilia-Romagna -, in particolare in merito alla rivalutazione delle pensioni, all'estensione della quattordicesima mensilità e alla riduzione del prelievo fiscale. Non abbiamo nessuna garanzia di adeguati finanziamenti per la spesa sociale - concludono Fabbri, Andrini e Pieraccini -, senza dimenticare che il Fondo nazionale sulla non autosufficienza istituito dal Governo Prodi non è stato rifinanziato".

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