Crisi Manzardo, incontro tra azienda e sindacati: niente cassa integrazione

Crisi Manzardo, incontro tra azienda e sindacati: niente cassa integrazione

Crisi Manzardo, incontro tra azienda e sindacati: niente cassa integrazione

"Fortemente negativo". Questo il giudizio che la delegazione sindacale formata da Cgil, Cisl e Uil, dà all'atteggiamento della ‘Manzardo' all'indomani dell'incontro con i vertici aziendali sui licenziamenti in seguito alla chiusura delle sedi nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. "L'azienda - dicono i sindacati - ha comunicato di aver discusso con il gruppo Wolseley della richiesta di apertura della Cassa Integrazione e di non aver intenzione di aprire questa procedura  senza averci fornito alcuna spiegazione".

 

"L'azienda - proseguono Cgil Cisl e Uil - ha ribadito la volontà di riprendere le attività di sgombero dei locali, cosa che pregiudica a nostro avviso il negoziato in corso  e che indubbiamente lede la dignità dei lavoratori. L'azienda ha comunicato la disponibilità ad un confronto con le amministrazioni delle province interessate e le associazioni di categoria finalizzato alla ricerca di un eventuale compratore. L'azienda non ha fornito alle OO.SS la documentazione necessaria al fine di valutare nello specifico la decisione di chiusura delle sedi nelle province di Forlì -Cesena, Ravenna, Rimini. I dati consegnati finora dall'azienda riguardano unicamente il territorio nazionale. L'azienda si è impegnata a fornire i dati nel prossimo incontro".

 

"La delegazione sindacale tutta - continua la nota - ritenendo la posizione dell'azienda inaccettabile ha comunicato che verranno attivate tutte le iniziative atte alla tutela dei lavoratori, alla sensibilizzazione delle istituzioni e dell'opinione pubblica. La gravità delle decisioni comunicate dall'azienda, il fatto che esse non siano state argomentate  e la mancanza della presentazione della documentazione richiesta a verifica dello stato di crisi dei p.v interessati, pregiudicano le relazioni sindacali in essere e fanno nuovamente ritenere ingiustificata l'apertura stessa della procedura di mobilità così come presentata".  

 

"Pertanto oltre ad essere definite dai lavoratori congiuntamente alle OO.SS le iniziative di lotta contro l'arroganza della multinazionale e finalizzate alla tutela dei lavoratori, le OO.SS apriranno le verifiche legali collettive ed individuali. Il prossimo incontro, previsto per mercoledì 1 settembre , si svolgerà alla presenza delle amministrazioni delle province interessate chiamate a contribuire alla discussione dal punto di vista del ruolo politico che esse detengono nei territori interessati ai licenziamenti dei 72 lavoratori."

 

"Qualora non vi fossero le condizioni per addivenire ad un accordo in sede sindacale nei tempi previsti dalla normativa si aprirà la fase istituzionale presso la Regione Emilia Romagna".

 

L'assemblea sindacale verrà fissata a seguito dell'incontro del 1 settembre.

 

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