Crisi, Nervegna (PdL): "Lombardia e Veneto l'affrontano meglio dell'Emilia-Romagna"

Crisi, Nervegna (PdL): "Lombardia e Veneto l'affrontano meglio dell'Emilia-Romagna"

BOLOGNA - "Riteniamo insufficienti le misure anticrisi adottate dalla giunta regionale dell'Emilia-Romagna , i 50 milioni di euro stanziati in avvio di anno per dimezzare i tassi di nteresse sui progetti di investimenti delle imprese coinvolgendo i consorzi Fidi attraverso convenzioni con le banche , pur tenendo conto delle diverse realtà economico-territoriali, risultano una minima parte del fondo che un'altra importante  regione del Nord , la Lombardia, governata dal centrodestra ha adottato assicurando garanzie per il credito fino a 3 miliardi e finanziamenti per un altro miliardo".

 

Per Nervegna "al di là delle declamate intenzioni del centrosinistra, nella nostra regione non è mai decollato quello che altrove (sempre al Nord: in Lombardia e Veneto, per esempio) invece funziona con la condivisione dei progetti di sviluppo da parte delle varie componenti del mondo produttivo come le imprese industriali, artigianali, commerciali e agricole. Il fatto è che nella nostra regione è ancora preponderante il ruolo dei poteri forti collaterali all'universo ex comunista  (mondo  cooperativo e sindacale) tal che persino le soluzioni anticicliche più banali per sostenere il potere d'acquisto di famiglie e imprese vengono respinte o ingessate in mille pregiudizi ideologici pur di non premiare  nella giusta luce le idee che magari vengono presentate da soggetti estranei alla sinistra".

 

Continua il consigliere azzurro: "Prova ne è - e mi si conceda l'auto citazione - il mancato accoglimento dell'idea del paniere a prezzi congelati e del patto in difesa del consumatore che  doveva coinvolgere anche la grande distribuzione e quindi le varie coop e gli iper coop da sempre realtà collaterale socio-economica all'ex Pci, poi Pds-Ds e oggi Pd.In tempi di magra il centrodestra ha chiesto - ma sarebbe meglio dire ribadito da anni - la necessità di ridurre i capitoli di spesa degli enti pubblici e delle società partecipate a maggioranza pubblica che riguardano le cosiddette collaborazioni esterne o i progetti affidati a consulenti. Decine di milioni euro che si dissolvono con un ritorno in progetti ed opere non sempre quantificabili".

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